annotato da ulrico (06/11/2009 - 15:47)

Quando mi sveglio, la mia bocca è aperta. I denti sono unti: lavarli la sera sarebbe meglio, ma non ne ho mai il coraggio. Agli angoli delle palpebre mi si sono asciugate delle lacrime.
Le spalle non mi fan più male. Una ciocca di capelli induriti mi copre la fronte. Li butto all'indietro con le dita aperte. È inutile: come pagine di un libro nuovo, si raddrizzano e mi ricadono sugli occhi. Quando abbasso la testa, sento che la barba mi è cresciuta: mi punge il collo.

Emmanuel  Bove, I miei amici (1924)

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