... forse é questo il destino, sapere quello che succederá, sapere che non c'é nulla che lo possa evitare, e restarsene tranquilli, a guardare, come semplici spettatori dello spettacolo del mondo, e intanto immaginare che questo sará anche il nostro ultimo sguardo, perché insieme al mondo finiremo.
José Saramago, L’anno della morte di Ricardo Reis (1984)
Ogni volta che in vita mia mi sono illuso di essere arrivato, in vetta, al centro, là, legato a questo c’era il fatto che là non potevo restare.
Peter Handke, L' assenza. Una fiaba (1987)
Non è forse un atto di sovranità e libertà, non andarsene da casa né ritornare a casa, ma semplicemente spostarsi?
Ingo Schulze, Bolero Berlinese (2007)
Ogni giorno io sbigottisco dieci volte, come ho potuto allontanarmi così da me stesso. Così alienato e derubato ritorno anche dal lavoro, silenzioso e in profonda meditazione cammino per le vie, oltrepasso i tram e le auto e i passanti nella nube dei libri che ho trovato quel giorno e che porto a casa nella borsa, passo sognante col verde senza neppure accorgemene, non urto contro i lampioni né contro i passanti, soltanto cammino e puzzo di birra e di sporcizia, ma sorrido, perché in borsa porto libri dai quali mi aspetto che a sera da loro apprenderò su me stesso qualche cosa che ancora non so. Così cammino per le vie rumorose, mai col rosso, so camminare in una subconscia incoscienza e nel dormiveglia, in uno stato di ispirazione subliminare, ogni pacco che ho pressato quel giorno echeggia in me quieto e silenzioso, e io ho la sensazione tattile di essere anch'io un pacco pressato di libri, che anche dentro di me c'è la piccola fiammella di controllo di uno scaldabagno, quel piccolo fuocherello di controllo di un frigorifero a gas, una piccola lucina eterna alla quale quotidianamente aggiungo l'olio dei pensieri che ho letto sul lavoro e contro la mia volontà dailibri che ora mi porto a casa nella borsa.
Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa (1977)
Mi manca la fede e non potrò mai, quindi, essere un uomo felice, perché un uomo felice non può avere il timore che la propria vita sia solo un vagare insensato verso una morte certa. Non ho ereditato né un dio né un punto fermo sulla terra da cui poter attirare l’attenzione di un dio. Non ho ereditato nemmeno il ben celato furore dello scettico, il gusto del deserto del razionalista o l’ardente innocenza dell’ateo. Non oso dunque gettare pietre sulla donna che crede in cose di cui io dubito o sull’uomo che venera il suo dubbio come se non fosse anch’esso circondato dalle tenebre. Quelle pietre colpirebbero me stesso, perché di una cosa sono convinto: che il bisogno di consolazione che ha l’uomo non può essere soddisfatto.
Stig Dagerman, Il nostro bisogno di consolazione (1952)
Forse solo il nulla è il vero, e tutto il nostro sogno è inesistente; ma allora sentiamo che è necessario che anche queste frasi musicali, queste nozioni aventi esistenza solo in relazione con esso, non siano nulla. Noi periremo, ma avendo per ostaggi queste prigioniere divine, che seguiranno il nostro destino. E la morte con loro ha qualcosa di meno amaro, di meno inglorioso, di meno probabile forse.
Marcel Proust, La strada di Swann (1913)
Un giornalista aveva chiesto a Groucho Marx, poco prima, della sua morte un riassunto esistenziale. Il grande comico aveva cancellato l'ironia dal volto simile a una maschera di gomma, così vicino alla tomba non c'era tempo per nulla che fosse meno della verità. «La maggior parte di noi » aveva detto, «deve compensare la sua scarsa intelligenza con l'impegno. È questione di allenamento.»
Peter Høeg, La Bambina Silenziosa (2006)
Io rifiuto di fare distinzioni tra i popoli e di parlare di nazioni buone e di nazioni cattive; ma una distinzione tra gli uomini sono costretto a farla.
Friedrich Dürrenmatt, Il sospetto (1951)
Nel sogno c'è sempre qualcosa di assurdo e confuso, non ci si libera mai della vaga sensazione ch'è tutto falso, che un bel momento ci si dovrà svegliare.
Dino Buzzati, Il deserto dei Tartari (1940)
Continuò a parlarne. Lo raccontò a tutti. Restava qualcosa, che non riusciva a dire. Ci provò, poi smise.
Raymond Carver, Perché non ballate? in "Di cosa parliamo quando parliamo d'amore" (1982)
Incominciava a piacermi New York, la sua atmosfera avventurosa durante la notte e la soddisfazione che il passaggio continuo di uomini e donne e automobili procura all'occhio irrequieto. Mi piaceva risalire la Quinta Avenue, scegliere donne romantiche nella folla e immaginare che in pochi minuti sarei entrato nella loro vita e nessuno lo avrebbe mai saputo o vi sarebbe opposto. A volte le seguivo con la mente nei loro appartamenti agli angoli di strade nascoste finché si voltavano a sorridermi prima di svenire nel buio tiepido di una porta. A volte, il fascino crepuscoloso della metropoli mi ossessionava di solitudine, e la sentivo negli altri, poveri giovani impiegati che bighellonavano davanti alle vetrine in attesa della cena solitaria nel ristorante, giovani impiegati all'imbrunire che sprecavano i momenti più' importanti della notte e della vita.
Francis Scott Fitzgerald, Il grande Gatsby (1925)
L’essenziale, nella vita, è dare giudizi a priori su tutto. In effetti, sembra che le masse stiano sempre dalla parte del torto, e che gli individui abbiano sempre ragione. Bisogna tuttavia stare attenti a non dedurre nessuna regola di condotta da questa constatazione: certe regole non hanno bisogno di essere formulate per essere eseguite. Solo due cose contano: l'amore, in tutte le sue forme, con ragazze carine, e la musica di New Orleans o di Duke Ellington...
Boris Vian, La schiuma dei giorni (1946)
Al crepuscolo la donna, senz'avere acceso la luce, era davanti al televisore che aveva un canale ausiliare per osservare il campo giochi del quartiere. Guardava il muto riquadro bianco e nero dove suo figlio stava facendo l'equilibrista su un tronco d'albero, mentre il suo amico grasso continuava a cadere; tranne loro sullo spiazzo deserto non c'era nessuno. Gli occhi della donna luccicavano di lacrime.
Peter Handke, La Donna Mancina (1976)
Quale che sia la superiorità intellettuale di un uomo, non può mai assumere una supremazia pratica e utile sugli altri, senza l'aiuto di qualche artificio o schermo, che in sé sarà sempre più o meno basso e meschino.
Herman Melville, Moby Dick (1851)
Qualcuno deve pur lottare. Abbiamo una grande tradizione di libertà da difendere. Io non appartengo a nessun partito. Quando vedo l'infamia cerco di combatterla. I partiti non signfiicano nulla, la tradizione di libertà è tutto. Oh, certo, la gente comune non se ne preoccupa. Sono pronti a vendere la libertà per una vita più tranquilla. E' per questo che devono essere pungolati, pungolati...
Anthony Burgess, Arancia meccanica (1962)
Fuori continuava a piovere. Per un caso non era la solita pioggia fina fina, ma una pioggia pesante, brutale, che batteva con violenza sulle tegole sopra le nostre teste. Questo contribuiva senz’altro ad accrescere la depressione di Luo: eravamo condannati a passare il resto della nostra vita in rieducazione.
Dai Sijie, Balzac e la Piccola Sarta cinese (2000)
Certe volte mi pare di vivere dentro un romanzo di Dickens. E la cosa buffa è che Dickens nemmeno mi piace.
Alice Munro, Nemico, amico, amante... (2003)
La maggior parte della gente consuma metà delle proprie energie cercando di proteggere una dignità che non ha mai posseduto.
Raymond Chandler, Il lungo addio (1953)
Da quando avevo dieci anni è per me una sorta di articolo di fede credere che sono fatto di molte persone, della cui presenza in me non mi rendo assolutamente conto.
Elias Canetti, La lingua salvata (1977)
L'altra sera alle otto in punto, vado all'appuntamento con la cognata di Raul, presso l'ingresso dell'orto botanico. Passano quindici minuti... passa mezz'ora... arrivano le nove e quella troia non s'è vista ancora. Perdio, chi manca a un appuntamento dovrebbe essere messo in prigione. E' come rubarti dei soldi. Ti fan perdere il tempo, sciupare la vita. Un'ora qua quindici minuti là... dopo un po' se fai la somma, sono anni. Ecco un 'ora intera mi è stata sottratta. Dove ne trovo una che la rimpiazzi? Gesù mica si vive eterni. Non mi restano mica tante ore, che posso scialacquare in questo modo. Le donne non ci pensano mai a certe cose. Non credo che le donne pensino mai che la fine della vita arriverà pure per loro. O comunque non ci pensano alla maniera degli uomini. Potete starne certi: se un uomo non è puntuale è perché è uno stronzo, un ignobile mascalzone; ma anche una donna in gamba - o quel che gli uomini definiscono una donna in gamba - è muso da farti aspettare, aspettare, aspettare, senza sentirsi in colpa.
Henry Miller, Opus Pistorum (1941)
I treni, ad esempio… Non era più un bambino, e non era neanche il fascino della meccanica ad attrarlo… Se prediligeva i treni della notte, è perché intuiva in essi un che di strano, di vizioso quasi… Aveva l’impressione che chi parte in quel modo parte per sempre, specie quando vedeva, in terza classe, accalcarsi quelle famiglie povere coi fagotti…
Georges Simenon, L'uomo che guardava passare i treni (1938)
Di quale libertà godrebbero uomini e donne, se non fossero continuamente turlupinati e resi schiavi e tormentati dal sesso! Il solo inconveniente di questa libertà è che uno allora non è più un essere umano. È un mostro.
John Steinbeck, La valle dell'Eden (1952)
La miglior cosa era semplicemente la strada maestra, semplicemente prenderla ed avviarsi e non pensare a nulla, finchè si poteva non pensare. La strada maestra è qualcosa di lungo lungo, di cui non si vede la fine, come la vita umana, come il sogno umano.
Fëdor Dostoevskij, I demoni (1873)
Dunque, lui e sua moglie erano stati entrambi membri della chiesa evangelica. Ebbero due bambine ma poi, alla terza maternità, lei soffrì le pene dell’inferno. Risultato: abbandonò la chiesa – con una tempestività addirittura eccessiva – e se ne andò portandosi via le bambine, Fede, Speranza e Brenda.
Jonathan Coe, La famiglia Winshaw (1994)
Nella vita gli uomini fanno dei programmi perché sanno che, una volta scomparso l’autore, essi possono essere continuati da altri.
Goffredo Parise, I sillabari, Avvertenza (1982)
Oedipa filò nel bagno, che si rivelò provvisto anche di spogliatoio, si spogliò in fretta e cominciò a mettersi tutto quel che poteva degli indumenti che si era portata dietro: sei paia di mutande a colori assortiti, reggicalze, tre paia di calze di nylon, tre reggiseni, due paia di calzoni elastici, quattro sottovesti, un tubino nero, due abiti estivi, cinque o sei gonne a trapezio, tre golf, due camicette, una vestaglia trapunta, una veste da camera azzurrina e un vecchio mumu di orlon. E poi braccialetti, spillette, orecchini, un pendente. Le sembrò di metterci delle ore per indossare tutto, e quando ebbe finito faceva fatica a camminare. Commise l’errore di guardarsi nello specchio grande, vide un pallone da spiaggia con i piedi e rise con una tale violenza che perse l’equilibrio e si portò appresso un flacone di lacca per capelli sul lavabo. Il flacone picchiò sul pavimento, qualcosa si ruppe e con una grande onda di pressione il qualcosa cominciò ad atomizzarsi propellendo il barattolo a tutta velocità in giro per il bagno.
Thomas Pynchon, L'incanto del lotto 49 (1966)
Una metà del mondo non riesce a capire i piaceri dell'altra metà.
Jane Austen, Emma (1816)
il segreto di tutti i bravi bibliotecari è di non leggere mai, dei libri loro affidati, se non il titolo e l’autore. Chi si impiccia del resto è perduto come bibliotecario! Non potrà mai vedere tutto l’insieme.
Robert Musil, L'uomo senza qualità (1930-1942)
E' bello non avere nè contratti nè promesse, e fare affidamento, un giorno dopo l'altro, solo sul proprio amore. Ma quando soffia il dubbio, si brancola nel vuoto.
Henri-Pierre Roché, Jules e Jim (1953)
Tutta qui, la scelta che offriva la vita, star dentro o star fuori? Possibile che la gente non potesse andare anche altrove?
Ian McEwan, Espiazione (2001)




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