Archivio Giugno 2009

annotato da ulrico (30/06/2009 - 15:20)

Nel momento in cui fu lì, inevitabile, davanti a me, capii subito – e credo che anche tutti i miei amici l'avessero capito all'istante come me – che perfino una morte assurda era preferibile a una vita assurda.
Joseph Roth, La cripta dei cappuccini (1938)

annotato da ulrico (29/06/2009 - 16:38)

Ti stai nascondendo dal mondo perché ti spaventa. Io ti spavento. Probabilmente non hai mai imparato a instaurare veri rapporti con le persone. Credevi che non me ne fossi accorta?
Jonathan Coe, La famiglia Winshaw (1994)

annotato da ulrico (26/06/2009 - 15:22)

Poi i giorni si susseguirono senza che le questioni fondamentali della vita fossero state risolte.
Friederike Mayröcker, in esergo di: Ingo Schulze, Bolero Berlinese (2007)

annotato da ulrico (25/06/2009 - 15:41)

... chissà perché le parole si servono tante volte di noi, le vediamo avvicinarsi, minacciare, e non siamo capaci di allontanarle, di tacerle, e così finiamo col dire quel che non avremmo voluto, è come l’abisso irresistibile, cadremo e andiamo avanti.
José Saramago, L’anno della morte di Ricardo Reis (1984)

annotato da ulrico (23/06/2009 - 13:51)

Credo che in ogni vita ci siano periodi in cui un uomo esiste realmente, e altri in cui egli non è che un agglomerato di responsabilità, di fatiche e, per le teste deboli, di vanità.
Marguerite Yourcenar, Il colpo di grazia (1939)

annotato da ulrico (22/06/2009 - 16:11)

Kazuo Ishiguro Kazuo Ishiguro

annotato da ulrico (19/06/2009 - 12:33)

Le parole hanno il potere di complicare tutto, o di semplificare tutto: complicano quando c'è un'istintiva simpatia, semplificano quando c'è un imbarazzo iniziale. Avremmo potuto guardarci e basta.
Luca Ricci, L'amore e altre forme d'odio (2006)

annotato da ulrico (17/06/2009 - 15:01)

(…) con un libro in mano apro gli occhi su un mondo diverso da quello dove appunto stavo, perché io quando incomincio a leggere sto appunto altrove, sto nel testo, io mi meraviglio e devo colpevolmente ammettere di essere davvero stato in un sogno, in un mondo più bello, di essere stato nel cuore stesso della verità.
Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa (1977)

annotato da ulrico (16/06/2009 - 16:16)

(...) Oh e il mare il mare qualche volta cremisi come il fuoco e gli splendidi tramonti e i fichi nei giardini dell’Alameda sì e tutte quelle stradine curiose e le case rosa e azzurre e gialle e i roseti e i gelsomini e geranii e i cactus e Gibilterra da ragazza dov’ero un Fior di montagna sì quando mi misi la rosa nei capelli come facevano le ragazze andaluse o ne porterò una rossa sì e come mi baciò sotto il muro moresco e io pensavo be’ lui ne vale un altro e poi gli chiesi con gli occhi di chiedere ancora sì e allora mi chiese se io volevo sì dire di sì mio fior di montagna e per prima cosa gli misi le braccia intorno sì e me lo tirai addosso in modo che mi potesse sentire il petto tutto profumato sì e il suo cuore batteva come impazzito e sì dissi sì voglio Sì.
James Joyce, Ulisse (1922)

annotato da ulrico (15/06/2009 - 15:39)

Quando Einstein, alla domanda del passaporto, risponde 'razza umana', non ignora le differenze, le omette in un orizzonte più ampio, che le include e le supera. È questo il paesaggio che si deve aprire: sia a chi fa della differenza una discriminazione, sia a chi, per evitare una discriminazione, nega la differenza.
Giuseppe Pontiggia, Nati due volte (2000)

annotato da ulrico (12/06/2009 - 15:26)

In quanto a me, ho le mie giornate sì e le mie giornate no. Quando arrivano quelle no, penso alle giornate sì che ho già vissuto. La memoria è una gran benedizione, Peter. E' la cosa più bella dopo la morte.
Paul Auster, Città di vetro (1985)

annotato da ulrico (11/06/2009 - 15:23)

Stavo in ufficio, il contratto d'affitto era scaduto e McKelvey voleva ricorrere al tribunale per sfrattarmi. Era una giornata infernale e il condizionatore d'aria era rotto. Sul piano della scrivania stava camminando lentamente una mosca. Allungai un braccio, abbattei il palmo aperto della mano e la spedii all'altro mondo. Mentre mi pulivo la mano sulla gamba destra dei pantaloni squillò il telefono.
Alzai il ricevitore. "Ah, sì," dissi.
Leggi Céline?" chiese una voce femminile. Era parecchio sexy. Da un po' di tempo ero solo. Secoli.
"Céline," risposi, "ehmmm..."
Voglio Céline," disse. "Devo averlo."
Una voce tanto sexy, mi eccitava davvero.

Charles Bukowski, Pulp (1994)

annotato da ulrico (09/06/2009 - 14:36)

Non c'è in un'intera vita cosa più importante da fare che chinarsi perchè un altro, cingendoti il collo, possa rialzarsi.
Luigi Pintor, Servabo (1991)

annotato da ulrico (08/06/2009 - 16:18)

Gesù. Sono felice di non sapere un accidente di psicoterapia, di Jung e Freud e compagnia bella. Ne sapessi qualcosa, a questo punto probabilmente sarei terrorizzato: la donna che vuole fare del sesso nel luogo dove una volta andava a passeggiare col padre defunto deve essere pericolosissima.
Nick Hornby, Alta Fedeltà (1995)

annotato da ulrico (05/06/2009 - 14:00)

Questa sera vi prometto / una favola che vi riporterà / alla mente tutto e nulla
Johann Wolfgang von Goethe, La favola (1795) in esergo di: Peter Handke, Nei colori del giorno (1980)

annotato da ulrico (03/06/2009 - 16:14)

E' per questo che le guerre possono durare. Anche quelli che la fanno, che ci sono dentro, non se la immaginano mica. Una pallottola in pancia, avrebbero continuato a tirar su vecchie scarpe per via, perchè potevano "ancora servire". Come il montone che, sul fianco, in un prato, agonizza e bruca ancora. La maggior parte della gente non muore che all' ultimo momento; altri cominciano e si prendono vent' anni d' anticipo e qualche volta anche di più. Sono gli infelici della terra.
Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte (1932)

annotato da ulrico (01/06/2009 - 11:48)

Osserva il comportamento degli uomini, vaglia i motivi delle loro azioni, considera ciò che li appaga. Come può nascondersi un uomo?
Elias Canetti, Auto da fe' (1935)

Archivio Giugno 2009