Archivio Gennaio 2009

annotato da ulrico (30/01/2009 - 17:40)

Non nutrivo affetti, non credevo in niente. Non era questione di dubitare o di armarsi dell’utile scetticismo di una curiosità razionale, e neppure di saper guardare alle cose da tutti i punti di vista; molto più semplicemente non riuscivo a identificarmi in nessuna buona causa, nessun principio incontrovertibile o idea fondamentale sulla cui esistenza, con più o meno passione, sarei stato pronto a scommettere.
Ian McEwan, Cani Neri (1992)

annotato da ulrico (29/01/2009 - 14:57)

Goffredo PariseGoffredo Parise

annotato da ulrico (27/01/2009 - 16:32)

Tutti scoprono, più o meno presto nella loro vita, che la felicità perfetta non è realizzabile, ma pochi si soffermano invece sulla considerazione opposta: che tale è anche un'infelicità perfetta.
Primo Levi, Se questo è un uomo (1947)

annotato da ulrico (26/01/2009 - 14:18)

Poi ebbe un'esperienza – e mentre ancora la viveva, desiderò non dimenticarla mai. Nella sabbia, ai suoi piedi, vide tre cose: una foglia di ippocastano, il frammento di uno specchietto, un piccolo fermaglio da capelli. Quelle cose erano state lì tutto il tempo, ma improvvisamente divennero oggetti miracolosi. “Chi ha mai detto che il mondo è già stato scoperto?”.
Peter Handke, L’ora del vero sentire (1975)

annotato da ulrico (22/01/2009 - 17:46)

Sigel tornò indietro silenziosamente attraverso la cucina e il soggiorno, prendendosela calma, senza essere notato dai giocatori di dadi; aprì la porta, uscì nell'ingresso e richiuse la porta dietro di sé. Scese le scale fischiettando. Quando raggiunse il pianerottolo del primo piano sentì le prime urla, il battito violento di passi, il frantumarsi di vetri. Scrollò le spalle. E che diavolo, a Washington erano successe cose strane. Non fu prima di aver raggiunto la strada che udì il primo colpo del fucile automatico.
Thomas Pynchon, Morte e pietà a Vienna (1959)

annotato da ulrico (21/01/2009 - 14:45)

E adesso che c'é il benessere cosa facciamo? Guardiamo la televisione. Qualcuno dovrebbe spiegarmi come si fa a passare dal televisore al letto, come si fa a combinare qualcosa con l'amante dopo che si è stati seduti davanti al tubo catodico.
Peter Høeg, La Bambina Silenziosa (2006)

annotato da ulrico (19/01/2009 - 12:11)

Qualsiasi cosa, del resto, è una perdita e spreco di tempo: tranne fottere di gusto o creare qualcosa di buono o guarire o correr dietro a una specie di fantasma-amore-felicità. Tanto tutti finiamo nel mondezzaio della sconfitta: chiamala morte, chiamala errore. Io non son bravo con le parole. Direi però, dato che tutti ci s'adatta alle circostanze, che certe cose accrescono la tua esperienza, anche se magari non si tratta di saggezza. È possibile peraltro che uno resti per tutta la vita nell' errore, vivendo in uno stato come d'intontimento o di paura. Ne avrete viste, di queste facce. Io ho visto la mia.
Charles Bukowski, Altra storia di cavalli in Storie di ordinaria follia (1972)

annotato da ulrico (16/01/2009 - 14:01)

Quanto ho potuto trovare sulla storia del povero Werther, io l'ho raccolto con cura, ed ora lo presento a voi, sapendo che me ne sarete grati. Non potrete negare rispetto e amore alla sua persona e al suo carattere, né lacrime al suo destino. E tu, anima buona, che provi il suo stesso tormento, prendi conforto dal suo dolore e fa' che questo piccolo libro ti diventi amico, se tu, per avventura o per colpa, non ne hai saputo trovare uno migliore.
Johann Wolfgang von Goethe, I dolori del giovane Werther (1774)

annotato da ulrico (14/01/2009 - 14:37)

- E’ difficile compiangere qualcuno che se ne frega.
- Ah sì?
- Cos’è importante per te, Clay? Cosa ti rende felice?
- Niente. Niente mi rende felice. Niente mi interessa, - le dico.
- Ti è mai importato qualcosa di me?
Non dico niente, abbasso gli occhi sul menù.
- Ti è mai importato qualcosa di me, Clay? - ripete.
- No, e di nessun altro, di nient’altro. Non voglio attaccarmi a niente, soffrirei troppo, dovrei preoccuparmi anche di quello. Si soffre meno, se si è distaccati.

Bret Easton Ellis, Meno di zero (1985)

annotato da ulrico (13/01/2009 - 16:41)

Anche se non si crede a nulla, ci sono momenti nella vita in cui si è sempre della religione del tempio che si ha accanto.
Victor Hugo, Notre-Dame de Paris (1831)

annotato da ulrico (12/01/2009 - 16:24)

E poi, a poco a poco, i romanzi cederanno il passo ai diari, alle autobiografie: libri avvincenti, purché chi li scrive sappia scegliere, fra ciò che egli chiama le sue esperienze, quella che davvero è esperienza, e il modo per raccontare veramente la verità.
Ralph Waldo Emerson, in esergo di: Henry Miller, Tropico del cancro (1934)

annotato da ulrico (08/01/2009 - 13:41)

Una città deserta alle quattro del mattino può raccontare tutto quanto si può imparare su questa terra.
Robert McLiam Wilson, Eureka Street (1996)

annotato da ulrico (07/01/2009 - 11:37)

L’alligatore era pinto: bianco pallido, nero alga. Si muoveva con rapidità ma malaccortezza. Poteva essere pigro, o vecchio o tardo. Profane pensò che forse era stanco di vivere.
Thomas Pynchon, V (1961)

annotato da ulrico (05/01/2009 - 14:22)

Orhan PamukOrhan Pamuk

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