Per nutrirsi in modo economico in America, uno può andarsi a comperare un panino caldo con una salsiccia dentro, è comodo, roba che si vende agli angoli delle strade, niente cara. Mangiare nel quartiere dei poveri non mi disturbava certo, ma non incontrare più quelle belle creature da ricchi, ecco quel che diventava assai penoso. Allora non val nemmeno più la pena di mangiare.
Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte (1932)
Provavo dispiacere per ogni foglio che strappava, niente sarebbe mai riuscito a indurmi a distruggere un foglio scritto o stampato.
Elias Canetti, La lingua salvata (1977)
Non ho tempo per descrivere i miei piani. Dovrei dire una quantità di cose su ‘Le ore’ e la mia scoperta, su come scavo delle belle caverne dietro i miei personaggi: credo che dia esattamente quello che voglio, umanità, umorismo, profondità. L’idea è che le caverne siano collegate, e ciascuna venga alla luce nel momento presente.
Virgina Woolf, nel diario, 30 agosto 1923 in esergo di: Micheal Cunningham, Le ore (1998)
Perché le cose sono come sono? Una domanda senza risposta, e fino a quel momento era stato così fortunato da ignorare addirittura che esistesse la domanda.
Philip Roth, Pastorale americana (1997)
L’eternità dura fino ai quarant'anni e le ambizioni si lasciano sobriamente ridurre ad una parola: tutto. Proseguendo negli anni c'é chi regredisce a inseguire una gioventù retrospettiva, i più euforici ci provano, i più stupidi ci riescono.
Giuseppe Pontiggia, Nati due volte (2000)
La lingua corretta è oggi il malinconico distintivo della borghesia intellettuale, rovinata dalle buone letture e dalla buona educazione.
Ennio Flaiano, Diario notturno (1956)
«Cosa credi che ti stia succedendo?»
«Che sento troppo. Ecco che succede.»
«Ma tu credi possibile che una persona senta troppo?
Non è che sente solo nel modo sbagliato?»
«Il mio dentro non corrisponde al mio fuori.»
«Credi che esista qualcuno con il dentro che corrisponde al fuori?»
«Non lo so. Sono solo io.»
«Forse la personalità è proprio questo: la differenza fra il dentro e il fuori.»
«Ma per me è peggio.»
«Temo che tutti credano che per loro sia peggio.»
«Probabile. Ma per me è peggio davvero.»
Jonathan Safran Foer, Molto forte, incredibilmente vicino (2005)
Circa due anni o diciotto mesi dopo gli eventi con cui si chiude questa vicenda, quando si andò a prendere nel sotterraneo di Montflaucon il cadavere di Olivier le Daim, impiccato due giorni prima, e a cui Carlo VIII accordava la grazia di essere seppellito a Saint-Laurent in compagnia migliore, si traovarono fra tutte quelle carcasse orrende due scheletri di cui l'uno teneva l'altro stranamente abbracciato. Uno dei due scheletri, che era di donna, aveva ancora qualche brandello di veste di una stoffa che era stata bianca, e gli si vedeva intorno al collo una collanina di semi di azedarach con un sacchettino di seta, ornato di pietre verdi, aperto e vuoto. Quegli oggetti erano di così scarso valore che il boia probabilmente non aveva saputo che farsene. L'altro, che teneva il primo strettamente abbracciato, era uno scheletro d'uomo. Si notò che aveva la colonna vertebrale deviata, la testa incassata tra le scapole, e una gamba più corta dell'altra. Non presentava d'altronde alcuna frattura vertebrale alla nuca, ed era evidente che non era stato impiccato. L'uomo al quale era appartenuto quello scheletro era dunque venuto in quel luogo, e lì era morto. Quando si volle staccarlo dallo scheletro che stringeva, andò in polvere.
Victor Hugo, Notre-Dame de Paris (1831)
Era arrivato al punto in cui la gratitudine non rappresentava più un peso, ma un sentimento spontaneo, specie quando nessuno la pretendeva.
Alice Munro, Nemico, amico, amante... (2003)
Capisci che non stai andando bene quando non puoi raccontare agli altri i fatti più semplici della tua vita, solo perché si immaginerebbero che gli stai chiedendo pietà. Secondo me è per questo che una si sente così lontana da tutti, alla fine: qualunque cosa pensi di dirgli, finisce sempre che li fa star male.
Nick Hornby, Non buttiamoci giù (2005)
«Ventiquattro schiavi mori spingevano remando la sfarzosa galera che doveva portare il principe Amgiad al palazzo del califfo. Ma il principe, avvolto nel suo mantello di porpora, se ne stava solo, sdraiato in coperta, sotto l'azzurro cupo del cielo notturno disseminato di stelle e il suo sguardo...».
La piccola aveva letto fin lì ad alta voce; ora, quasi all'improvviso, le si chiusero gli occhi. I genitori si guardarono sorridendo, Fridolin si chinò su di lei, le baciò i capelli biondi e chiuse il libro che si trovava sulla tavola non ancora sparecchiata. La bambina lo guardò come sorpresa.
«Sono le nove,» disse il padre «è ora di andare a letto». E poiché anche Albertine si era accostata alla bambina, le mani dei genitori si incontrarono sulla fronte amata mentre i loro sguardi si scambiavano un tenero sorriso, che non era rivolto più solo alla bambina.
Arthur Schnitzler, Doppio sogno (1926)
Il sole tramontò. L’ombra cadde sul fiume e le luci cominciarono ad apparire lungo le sponde. Il faro di Chapman, issato come su un treppiedi sul suo banco di fango, gettava uno sfavillio intenso. Le luci delle navi si spostavano nel canale: un gran movimento di luci che si avvicinavano e si allontanavano. E più a occidente, nel tratto a monte del fiume, il luogo della città mostruosa restava sinistramente segnato nel cielo: una cappa incombente alla luce del giorno, un riflesso livido sotto le stelle.
Joseph Conrad, Cuore di tenebra (1899)
Un uomo colto ha tutto a portata di mano e può farne uso non appena sia necessario. L’anima di un uomo colto è un arsenale splendidamente fornito. Di esso si scorge ben poco perché queste persone, proprio a causa della loro cultura, di rado hanno il coraggio di servirsene.
Elias Canetti, Auto da fe' (1935)
E quando tutto andava a catafascio
nessuno ci faceva tanto caso
Talking Heads, (Nothing But) Flowers (1988), in esergo di: Bret Easton Ellis, American Psycho (1991)





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