Era una di quelle menti in perenne effervescenza, in cui le idee ribollono e si rimescolano, gestite da una cucina irresponsabile. I singoli ingredienti sono apprezzabili, il sapore è gradevole, ma l’insieme è incommestibile.
Giuseppe Pontiggia, Nati due volte (2000)
Ho osservato il primo chiarore grigio rivelare i contorni del parco e dei ponti sul lago che non c'è più. E del viale lungo e stretto sul quale portarono via Robbie, nella luce bianca. Mi piace pensare che non sia debolezza né desiderio di fuga, ma un ultimo gesto di cortesia, una presa di posizione contro la dimenticanza e l'angoscia, permettere ai miei amanti di sopravvivere e vederli riuniti alla fine. Ho regalato loro la felicità, ma non sono stata tanto opportunista da consentire che mi perdonassero, non proprio, non ancora. E se avessi il potere di evocare la loro presenza alla mia festa di compleanno... Robbie e Cecilia, ancora vivi, ancora innamorati, seduti accanto in biblioteca, a sorridere delle Disavventure di Arabella? Non è escluso.Ora basta però, devo dormire.
Ian McEwan, Espiazione (2001)
...mi è simpatica, la ragazzina. E' simpatica a tutti, ma c'è anche moltissima gente che non la può sopportare. A me è simpatica. E' simpatica davvero, la ragazzina. Sono sensibile, io, ecco perché. Bisogna essere sensibili per apprezzarla, bisogna avere una vena di poeta. Ma voglio dirvi la verità. Potete farvi a pezzi per lei, e lei vi servirà merda su un piatto.
Truman Capote, Colazione da Tiffany (1958)
- Voglio tornare indietro, - dice Daniel, piano, a fatica.
- Dove? - gli chiedo, incerto.
C’è una lunga pausa che mi manda in paranoia, poi Daniel finisce di bere, tormenta gli occhiali da sole che non si è mai tolto e dice: - Non so. Indietro e basta.
Bret Easton Ellis, Meno di zero (1985)
4 maggio 1985. Sto preparando le cose da portarmi via per un breve viaggio a New York, dove devo andare a discutere con Brion del libro sul gatto. Nella stanza davanti, dove stanno i gattini, Calico Jane ne sta allattando uno nero. Prendo il borsone. Mi sembra pesante. Guardo dentro e ci sono gli altri suoi gattini.
"Abbi cura dei miei piccoli. Portateli dietro dovunque tu vada".
Nel reparto Animali del supermarket Dillon's, sto scegliendo tra i cibi per gatti e faccio conoscenza con una vecchia signora. Pare che i suoi gatti si rifiutino di mangiare qualsiasi cibo che contenga pesce. Pensi, le dico, che i miei sono tutto l'opposto. Loro prediligono prodotti come Cena al Salmone e Zuppa di Pesce.
William Burroughs, Il gatto in noi (1986)
Non credete mai di primo acchito all'infelicità degli uomini. Chiedete loro solo se riescono ancora a dormire. Se sì, va tutto bene.
Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte (1932)
"Atticus, forse tu ti sbagli.."
"Come sarebbe a dire?"
"Tutta la gente pensa di avere ragione e che tu abbia torto.."
"Hanno il diritto di pensarlo e hanno il diritto di far rispettare la loro opinione - disse Atticus - ma prima di vivere con gli altri, bisogna che viva con me stesso: la coscienza è l'unica cosa che non debba conformarsi al volere della maggioranza."
Harper Lee, Il buio oltre la siepe (1960)
Il segrato per essere noiosi è dire tutto.
Voltaire, in esergo di: Vikram Seth, Il ragazzo giusto (1993)
E’ come se abitassi in un sobborgo della realtà, e facessi la spola avanti e indietro.
Saul Bellow, Il dono di Humboldt (1975)
La faccia nel vetro, che ancora una volta sembrava anticipare, anzichè riflettere, il suo stato d’animo, aveva ora perduto l’espresssione di ansia, per lasciare il posto a un sorriso saggio e amaro, e più volte gli indirizzò un cenno comprensivo. Poi Frank si diede da fare con i bicchieri, ansioso di ritornare fra gli altri. La cosa di cui si era ricordato, quali ne fossero le implicazioni, meritava di esssere discussa. “Mi è venuta in mente una cosa”, annunciò, e gli altri tre alzarono tutti lo sguarda verso di lui. “Domani è il mio compleanno”.
Richard Yates, Revolutionary Road (1961)
Non c'è bisogno di mandare a memoria le frasi: esse anzi possono essere tranquillamente dimenticate, il bello è che ciò nonostante rimangono in testa.
Peter Handke, Il peso del mondo (1977)
Che cosa c'è stato, fra loro due? Niente? Chissà. Certo è che, quasi presaga della prossima morte, sua e di tutti i suoi, Micòl ripeteva di continuo anche a Malnate che a lei, del suo futuro democratico e sociale, non gliene importava nulla, che il suo futuro, in sé, lei lo abborriva, ad esso preferendo di gran lunga "le vierge, le vivace et le bel aujourd'hui", e il passato, ancora di più, il caro, il dolce, il pio passato. E siccome queste, lo so, non erano che parole, le solite parole ingannevoli e disperate che soltanto un vero bacio avrebbe potuto impedirle di proferire: di esse, appunto, e non di altre, sia suggellato qui quel poco che il cuore ha saputo ricordare.
Giorgio Bassani, Il giardino dei Finzi-Contini (1962)
Allora che cosa si può fare per evitare di andare a urtare con violenza contro qualcosa (bang!), se non si ha voglia di mettersi a pensare seriamente, e si preferisce stare stesi sul prato a guardare placidamente le nuvole che passano, ascoltando il rumore dell'erba che cresce? Difficile? No: se si segue la logica, la soluzione è piuttosto semplice. C'est simple. Basta sognare. Entrare nel mondo dei sogni e non uscirne più. Continuare a vivere lì per sempre. Nel mondo dei sogni non è necessario distinguere le cose. Non è per niente necessario. Tanto per cominciare lì non esistono linee di confine. Perciò nei sogni è difficile andare a urtare violentemente contro qualcosa, e se per caso questo accade, non ci si fa male. La realtà è diversa. La realtà morde.
La realtà, la realtà.
Murakami Haruki, La ragazza dello sputnik (1999)
Nei mesi che seguirono Adonis provò, per la prima volta in vita sua, un desiderio assai diffuso tra i danesi: la nostalgia di essere altrove.
Peter Høeg , La storia dei sogni danesi (1988)
l'uomo aveva ormai raggiunto quella fase della vita in cui ogni nuovo volto era simile ad altri volti incontrati in precedenza; quasi che per lui si fossero ormai esauriti i tipi umani possibili
Questa gente adulta e tanto intelligente s’è chiusa dentro una rete, una maglia tiene su l’altra, sicché l’insieme appare naturalissimo. Ma nessuno sa dove stia la prima maglia che regge tutto quanto.
Robert Musil, I turbamenti del giovane Törless (1906)
La natura degli uomini è tale che subito vanno in collera se non capita loro di continuo tutto quanto sembra aver loro promesso un destino casuale e passeggero.
Joseph Roth, La leggenda del santo bevitore (1939)
Sulla bella costa della riviera francese, a mezza strada tra Marsiglia e il confine italiano, sorge un albergo rosa, grande e orgoglioso. Palme deferenti ne rinfrescano la facciata rosata, e davanti a esso si stende una breve spiaggia abbagliante. Recentemente è diventato un ritrovo estivo di gente importante e alla moda; dieci anni fa, quando in aprile la clientela inglese andava verso il Nord, era quasi deserto. Ora molte villette vi si raggruppano intorno; ma quando questa storia incomincia, soltanto i tetti di una dozzina di vecchie ville marcivano come ninfee in mezzo ai pini ammassati tra l'Hotel des Etrangers di Gausse e Cannes, otto chilometri più in là.
Francis Scott Fitzgerald, Tenera è la notte (1934)
Era una di quelle teste mal conformate, in cui l'intelligenza si trova a suo agio suppergiù come la fiamma sotto lo spegnitoio.
Victor Hugo, Notre-Dame de Paris (1831)





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