Archivio Aprile 2008

annotato da ulrico (30/04/2008 - 13:52)

Nella relazione fondamentale con se stessi quasi tutti gli uomini sono dei narratori. Non amano la lirica, o solo di quando in quando,  e se anche nel filo della vita si annoda qualche “perché” o “affinché”, essi esecrano ogni riflessione che vada più in là: a loro piace la serie ordinata dei fatti perché somiglia a una necessità, e grazie all’impressione che la vita abbia un “corso” si sentono in qualche modo protetti in mezzo al caos.
Robert Musil, L'uomo senza qualità (1930-1942)

annotato da ulrico (29/04/2008 - 13:54)

Stoicamente, sopprime il suo orrore. Impara a vivere dietro una maschera. Una prova di resistenza durata tutta una vita. Una prestazione eccezionale realizzata su un campo in rovina.
Philip Roth, Pastorale americana (1997)

annotato da ulrico (28/04/2008 - 11:26)

Ogni donna è furia; ha però due belle stagioni: quella del letto e quella della morte.
Pallada, in esergo di: Prosper Mérimée, Carmen (1845)

annotato da ulrico (24/04/2008 - 16:09)

Secondo lui, v’erano solo due modi per arredare una stanza da letto: o farne un’eccitante alcova, un luogo di diletto notturno; oppure creare un luogo di solitudine e di riposo, un rifugio dei pensieri, una specie di oratorio.
Joris-Karl Huysmans, A ritroso (1884)

annotato da ulrico (23/04/2008 - 14:01)

Agota KristofAgota Kristof

annotato da ulrico (22/04/2008 - 14:00)

Ci proviamo tutti, a camuffare la monotonia. Ma è estenuante insistere sempre sulla particolarità quando comunque siamo così simili. I nostri trionfi e le nostre passioni sono simili.
Peter Høeg, La Bambina Silenziosa (2006)

annotato da ulrico (21/04/2008 - 14:17)

Non voglio vedere niente di particolare prima di mettermi a scrivere. Voglio solo ricordare. Tutto ciò che vedo per caso disturba l'affiorare dei ricordi, e, perché possa scrivere, i ricordi devono giungere indisturbati e precisi; altrimenti scriverei soltanto cose legate al caso.
Peter Handke, Falso Movimento (1975)

annotato da ulrico (18/04/2008 - 09:52)

Già, dove ero adesso?
Con il ricevitore in mano alzai lo sguardo e mi guardai intorno dietro i vetri della cabina. Dove ero adesso? Non sapevo dove fosse quel posto. Non ne avevo la più pallida idea. Dove diavolo mi trovavo? Quello che vedevo attorno a me era solo una folla di gente che mi passava accanto diretta chissà dove. Da quel luogo che non era nessuna parte rimasi in linea con Midori.

Haruki Murakami, Tokyo Blues-Norwegian Wood (1987)

annotato da ulrico (17/04/2008 - 13:37)

"Ma che tipo di uomo sei, in conclusione?" domandò Leo. "Sono un clown" risposi "e faccio raccolta di attimi. Ciao". E riattaccai.
Heinrich Böll, Opinioni di un clown (1963)

annotato da ulrico (16/04/2008 - 12:15)

La vita ci induce di per sé a chiusure e limitazioni; non possiamo evitare del tutto questa tendenza; tuttavia la possiamo arginare e contrastare cercando di dare alle nostre conoscenze un impianto il più possibile vasto.
Elias Canetti,  Il frutto del fuoco (1980)

annotato da ulrico (15/04/2008 - 12:07)

Uuuuhhh!!! Guardatemi sto morendo. La bufera mi ulula il de profundis nel portone e io ululo con lei. È fatta, sono fregato! Un delinquente col berretto sporco, il cuoco della mensa impiegati al Consiglio Centrale dell'Economia Nazionale, mi ha rovesciato addosso dell'acqua bollente e m'ha bruciato il fianco sinistro. Che mascalzone! E si che è anche un proletario. Signore, Dio mio, che dolore! Fino alle ossa mi ha trapassato quell'acqua bollente. E adesso ululo, ululo, ma forse che ululare serve?
Michail Afanas'evič Bulgakov, Cuore di cane (1925)

annotato da ulrico (14/04/2008 - 14:53)

I poveracci hanno il delirio facile. C’è un momento della miseria in cui lo spirito non sta già più tutto il tempo con il corpo. Ci si trova davvero troppo male.
Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte (1932)

annotato da ulrico (11/04/2008 - 14:02)

Acciocché una veglia funebre sia animata ed onori effettivamente il defunto che la presiede, rendendogli meno grave la prima confusa notte della sua morte, è necessario dedicarvi cure sollecite, occupandosi del morale e dell’appetito.
Jorge Amado, Donna Flor e i suoi due mariti (1966)

annotato da ulrico (09/04/2008 - 14:00)

l'uomo, che da tanti anni voleva rivedere il film, si chiedeva adesso - guardandolo - se in realtà non fosse stato attratto dall'immagine di sé stesso che riguardava quel film

annotato da ulrico (08/04/2008 - 14:39)

Provai il desiderio di trovarmi sotto le ruote del treno.
Truman Capote, Colazione da Tiffany (1958)

annotato da ulrico (07/04/2008 - 10:42)

Per quanto lui viaggi attraverso il mondo, per quante case possa aver abitato o abiterà da una parte all’altra del continente, tutta la sua vita sarà contenuta in questo budello che va dalla casa in cui è nato al camposanto. Un paio di chilometri che percorrerà come le stazioni di una via della croce, quella dell’incarnazione e della sofferenza; «da qui a là» è un gesto mentale che lui ora ripete guardando in fondo al viale e ritornando con gli occhi sulla finestra che gli ha aperto il primo panorama della sua vita. «Da qui a là» è tutta intera la sua vita.
Pier Vittorio Tondelli,  Camere separate (1989)

annotato da ulrico (04/04/2008 - 15:32)

Soltanto il sole ha diritto alle sue macchie.
Johann Wolfgang von Goethe in esergo di: Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa (1976)

annotato da ulrico (03/04/2008 - 14:18)

Di lì a un paio di giorni telefonò Pinchot. Disse che voleva andare avanti con la sceneggiatura. Potevamo vederci giù da lui?
Così ci facemmo spiegare la strada, salimmo nella Volks e puntammo verso Marina del Rey. Territorio sconosciuto.
Arrivammo al porto e passammo accanto alle barche. Erano quasi tutte a vela e c'era gente che trafficava sul ponte. Tutti con addosso quei loro capi da barca esclusivi, berretti, cerate scure. Quasi tutti, chissà come, erano evidentemente riusciti a tirarsi fuori dal tritacarne quotidiano dell'esistenza. Meglio, non erano mai rimasti presi nel tritacarne e non lo sarebbero mai stati. Era questa la ricompensa per gli Eletti nella terra degli uomini liberi. Dopo un po' mi sembrarono un tantino assurdi. E, naturalmente, io non ero nemmeno nei loro pensieri.

Charles Bukowski, Hollywood, Hollywood! (1989)

annotato da ulrico (02/04/2008 - 14:25)

Ciò che rimane limpido nella mente, più di tre decenni dopo, è un bacio al tramonto su uno spiazzo d'erba morta e una passeggiata intorno ad uno stagno, mentre le zanzare ronzavano nell'aria che si scuriva. C'è ancora quella singolare perfezione, ed è perfetto in parte perché sembrava all'epoca, promettere così chiaramente altro. Ora lei lo sa. Quello era il momento, proprio allora. Non ce n'è stato un'altro.
Michael Cunningham, Le Ore (1999)

annotato da ulrico (01/04/2008 - 15:35)

Ray BradburyRay Bradbury

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