da sempre l'uomo era attirato dal nord - qualunque nord - verso cui partiva sempre con leggerezza. ogni volta che doveva invece dirigersi verso altre direzioni, anche per brevi sopostamenti, non provava la stessa emozione nell'essere "in viaggio" (o anche solo "in movimento")
Di anno in anno erano stati migliaia e migliaia i lettori soggiogati – così pareva – dal fascino della sua squisita abitudine di professare una quasi totale ignoranza su ogni tema che ella sceglieva di discutere – era nota, infatti, la determinazione con cui avanzava le più stridenti opinioni su libri o film in voga ammettendo, al contempo, con grande disinvoltura, di non aver avuto il tempo di leggerli o di andarli a vedere.
Jonathan Coe, La famiglia Winshaw (1994)
Molto intelligente, s'interessava di problemi politici mondiali dal parrucchiere. Aveva i capelli foltissimi, l'acconciatura alta. Non era facile accorgersi quando se l'era rifatta; ma lo capivo sempre dalla sua conversazione a tavola, se era reduce dal salone di bellezza, poiché era una lettrice velocissima e, sotto il casco, passava in rassegna ogni aspetto della crisi internazionale.
Saul Bellow, Il dono di Humboldt (1975)
L’uomo non ha una sola e identica vita; ne ha molte giustapposte, ed è la sua miseria
Francois-Renè De Chateaubriand in esergo di: Paul Auster, Il libro delle illusioni (2002)
Non c'è sentimento che cresca più rigoglioso della paura, e saremmo davvero ben povera cosa senza le paure che abbiamo patito. È una tendenza caratteristica degli esseri umani esporsi continuamente alla paura. Le nostre paure non vanno mai perdute, anche se i loro nascondigli sono misteriosi. Forse, di tutte le cose del mondo, nulla si evolve e si trasforma meno della paura.
Elias Canetti, La lingua salvata (1977)
La tristezza del mondo prende gli esseri come può, ma per prenderli ci riesce quasi sempre.
Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte (1932)
Con ogni pensiero si riprometteva di essere signore del proprio tempo; definiva questo la sua occupazione principale o in ogni caso ciò che la stimolava e la elevava.
Peter Handke, Don Giovanni (raccontato da lui stesso) (2004)
Quindi ero un adultero, un infedele, un fedifrago? Non avrei saputo rispondere a una domanda così diretta. Amavo mia moglie con lo stesso trasporto del primo giorno di fidanzamento, ma non sapevo sacrificarle la capacità di sentirmi vivo che mi donavano le altre. L’idea, la presenza, il contatto con le altre. Ci avrebbe rimesso anche il nostro matrimonio. Se mi fossi inaridito, lo avrei fatto a discapito di tutte, mia moglie compresa. Un graduale morire, un’agonia a fuoco lento, che giorno dopo giorno avrebbe fiaccato la curiosità ed estinto gli interessi: mi volevo e le volevo troppo bene perchè potessi permettermelo.
Luca Ricci, L'amore e altre forme d'odio (2006)
Alzò lo sguardo verso quel volto enorme. Ci aveva messo quarant'anni per capire il sorriso che si celava dietro quei baffi neri. Che crudele, vana inettitudine! Quale volontario e ostinato esilio da quel petto amoroso! Due lacrime maleodornati di gin gli sgocciolarono ai lati del naso. Ma tutto era a posto adesso, tutto era a posto, la lotta era finita. Era riuscito a trionfare su se stesso. Ora amava il Grande Fratello.
George Orwell, 1984 (1949)
Si ricordò di certi strani casi clinici che conosceva dai libri di psichiatria, delle cosiddette doppie esistenze: un uomo spariva improvvisamente dalla vita normale, veniva dato per disperso, ritornava dopo pochi mesi o dopo anni, senza ricordare dove era stato tutto quel tempo, finché in seguito qualcuno con cui s'era incontrato da qualche parte in un paese lontano lo riconosceva, ma lui non aveva più memoria di nulla.
Arthur Schnitzler, Doppio sogno (1926)
Il tempo per leggere è sempre tempo rubato (come il tempo per scrivere, d'altronde, o il tempo per amare).
Daniel Pennac, Come un romanzo (1993)
Hai messo il piede sinistro sulla guida d'ottone, e con la spalla destra tenti invano di sbloccare il portello scorrevole. Sgusci nel varco facendo forza contro i bordi, poi, la tua valigia rivestita di cuoio granuloso d'un verde bottiglia molto scuro, la tua pur piccola valigia di uomo avvezzo ai lunghi viaggi, ecco che l'afferri per l'impugnatura appiccicosa, con dita che nonostante lo scarso peso sono già rosse.
Michel Butor, La modificazione (1957)
Questa notte ho pensato a tutto il cherosene di cui mi sono servito da dieci anni a questa parte. E ho pensato ai libri. E per la prima volta mi sono accorto che dietro ogni libro c'è un uomo. Un uomo che ha dovuto pensarli. Un uomo a cui è occorso molto tempo per scriverli, per buttar giù tante parole sulla carta. Ed è un pensiero che non avevo mai avuto, prima di questa notte.
Ray Bradbury, Fahrenheit 451 (1951)
- La paura è autocoscienza portata a un livello più elevato.
- Esatto, Jack.
- E la morte? - chiesi.
- L'io, l'io, l'io. Se la morte potesse essere vista come un fatto meno strano e privo di riferimenti, il tuo senso dell'io in rapporto diminuirebbe, e con esso la paura.
- Ma che posso fare per renderla meno strana? Come ci arrivo?
- Non lo so.
- Devo rischiare la morte correndo in auto su una strada piena di curve? Oppure pensi che debba andare a scalare montagne nei weekend?
- Non lo so, - ripeté. - Mi piacerebbe saperlo.
- Scalo la facciata liscia di un grattacielo di novanta piani, con tanto di imbracatura? Che cosa devo fare, Winnie? Mi siedo in una gabbia piena di serpenti africani, come il miglior amico di mio figlio? E' quello che fa la gente, al giorno d'oggi.
- Penso che quello che dovresti fare, Jack, sia dimenticare la medicina contenuta in quella pastiglia. Non c'è cura per questo male.
Don DeLillo, Rumore bianco (1984)
Gli amici che si incontrarono qui e s'abbracciarono sono partiti, ciascuno verso il suo errore;
W. H. Auden, I crocevia, in esergo di: Ian McEwan, Amsterdam (1998)
Le viene rivelato che tutto il suo dolore e la sua solitudine, e lo scricchiolante disagio che ne proviene, derivano solo dal far finta di vivere in questo appartamento, fra questi oggetti…e che se andasse via sarebbe felice, o più che felice. Sarebbe se stessa.
Michael Cunningham, Le Ore (1999)
Ogni giorno io sbigottisco dieci volte, come ho potuto allontanarmi così da me stesso. Così alienato e derubato ritorno anche dal lavoro, silenzioso e in profonda meditazione cammino per le vie, oltrepasso i tram e le auto e i passanti nella nube dei libri che ho trovato quel giorno e che porto a casa nella borsa, passo sognante col verde senza neppure accorgemene, non urto contro i lampioni né contro i passanti, soltanto cammino e puzzo di birra e di sporcizia, ma sorrido, perché in borsa porto libri dai quali mi aspetto che a sera da loro apprenderò su me stesso qualche cosa che ancora non so.
Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa (1977)
Protetta, vezzeggiata, divertita dall'incessante novità delle cose, ero una bambina molto allegra. Pure, c'era qualcosa che non andava, poiché a volte ero assalita da crisi furibonde che mi gettavano a terra, convulsa e violacea.
Simone de Beauvoir, Memorie di una ragazza perbene (1958)
Ma a un certo punto, quasi istintivamente, ci si volta indietro e si vede che un cancello è stato sprangato alle spalle nostre, chiudendo la via del ritorno. Allora si sente che qualche cosa è cambiato, il sole non sembra più immobile ma si sposta rapidamente, ahimè, non si fa tempo a fissarlo che già precipita verso il confine dell'orizzonte, ci si accorge che le nubi non ristagnano più nei golfi azzurri del cielo ma fuggono accavallandosi l'una sull' altra, tanto è il loro affanno; si capisce che il tempo passa e che la strada un giorno dovrà pur finire.
Dino Buzzati, Il deserto dei Tartari (1939)






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