Esclamò qualcosa e arrossì. Poi me la strinse con vigore…e un attimo dopo, solo nella cabina, lo udii salire con calma la scaletta, passo dopo passo, con un mortale timore di destare la rabbia della nostra comune nemica che il duro destino gli aveva imposto di portare nel petto fedele.
Joseph Conrad, La linea d'ombra (1917)
Me ne stavo lì, al buio, nell'avvallamento del materasso di mia madre, respirando il profumo dolce dei suoi capelli; ed eccolo di nuovo, il mio vecchio instancabile, che stava ancora cercando di trascinarmi su quelle montagne mortifere dove il cemento era in agguato e qualche scemo voleva che gli costruissero un affumicatoio. Dunque era deciso. Dopo trent’anni avevo visto la luce. Finalmente ero un manovale.
John Fante, La Confraternita del Chianti (1977)
Se deciderà di fare il dirigente d'azienda, scriverà anche. Se farà l'ingegnere o l'architetto, ebbene, si darà anche alla pittura o alla scultura. Si barcamenerà sempre fra due linee di condotta diverse, pur rendendosi conto che così facendo otterrà la parte peggiore dei due mondi, però non smetterà mai di chiedersi perché debba esserci una linea di divisione fra le due cose, sempre che tale linea esista.
Thomas Pynchon, V (1961)
Da molti anni desideravo scrivere dei Finzi-Contini - di Micòl e di Alberto, del professor Ermanno e della signora Olga -, e di quanti altri abitavano o come me frequentavano la casa di corso Ercole I d'Este, a Ferrara, poco prima che scoppiasse l'ultima guerra. Ma l'impulso, la spinta a farlo veramente, li ebbi soltanto un anno fa, una domenica d'aprile del 1957.
Fu durante una delle solite gite di fine settimana. Distribuiti in una decina d'amici su due automobili, ci eravamo avviati lungo l'Aurelia subito dopo pranzo, senza una meta precisa.
Giorgio Bassani, Il giardino dei Finzi-Contini (1962)
Era una personcina poco intelligente, ma un invito formidabile a far figli. Gli uomini la guardavano e sentivano subito la voglia di farle fare un bambino. Di bambini, però, non ne aveva ancora avuti. Usava un sistema anticoncezionale.
Kurt Vonnegut, Mattatoio n.5 (1969)
Dopo le liti e le riconciliazioni ho bisogno di star solo - solo con te -, per mettere un pò d'ordine in questo frastuono. Perchè io sono preciso come un gatto nelle mie abitudini. Dobbiamo opporci allo spreco e alla deformità del mondo, alle sue folle che turbinano in tanti mulinelli, violentemente espulse e scalpitanti. Si devono anche infilare dei tagliacarte attraverso le pagine dei romanzi, e legare accuratamente i pacchi di lettere con nastri di seta verde e spazzar via la cenere con una granata. Si deve fare tutto per rimproverare l'orrore della deformità.
Virginia Woolf, Le Onde (1931)
Una parte di quella forza che eternamente vuole il Male ed eternamente opera il Bene
Johann Wolfgang von Goethe, Faust (1808) in esergo di: Michail Bulgakov, Il Maestro e Margherita (1940)
Ci promise che tutto sarebbe andato bene. Anche se ero una bambina sapevo che non sarebbe stato così. Ma questo non faceva di mio padre un bugiardo.
Faceva di lui mio padre.
Jonathan Safran Foer, Molto forte, incredibilmente vicino (2005)
Come era bella nel chiarore lunare!Aveva un'aria di strana ritrosia allorchè nascose il volto fra i miei capelli, sul mio collo, con una mossa rapida, fra sospiri affannosi simili a sussulti, mentre affidava la sua mano scossa dal tremito alle mie. La sua tenera guancia sembrava prendere fuoco a contatto con la mia. "Cara, cara, - mormorò - io vivo in te e tu dovrai morire per me... ti amo tanto..."
Joseph Sheridan Le Fanu, Carmilla (1872)
Io abito a New York, e pensavo al laghetto di Central Park, vicino a Central Park South. Chi sa se quando arrivavo a casa l'avrei trovato gelato, mi domandavo, e se era gelato, dove andavano le anitre? Chi sa dove andavano le anitre quando il laghetto era tutto gelato e col ghiaccio sopra. Chi sa se qualcuno andava a prenderle con un camion per portarle allo zoo o vattelappesca dove. O se volavano via.
Jerome David Salinger, Il giovane Holden (1951)
Il sesso deve essere innaffiato di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di scenate, di gelosia, di tutte le spezie della paura, di viaggi all'estero, di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di fantasia, di musica, di danza, di oppio, di vino.
Anaïs Nin, Il delta di Venere (1977)
Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato.
Francis Scott Fitzgerald, Il grande Gatsby (1925)
Si dice che in una famiglia il figlio minore non ricordi molto bene se stesso perché ha imparato ad affidarsi ai ricordi di altri che sono più anziani e quindi hanno autorità. Se i suoi ricordi entrano in conflitto con i loro, vengono scartati. Ciò che ritiene la sua memoria è in realtà un ammasso di ricordi altrui, testimonianze incrociate di cose successe prima che lui nascesse, mischiate a cose accadute dopo la sua nascita, lui compreso.
Joyce Carol Oates, Una famiglia americana (1996)
C'era questo cieco, un vecchio amico di mia moglie, che doveva arrivare per passare la notte da noi. Gli era appena morta la moglie. E così era andato a trovare i parenti di lei in Connecticut. Aveva chiamato mia moglie da casa loro. Avevano preso accordi. Sarebbe arrivato in treno, un viaggio di cinque ore, e mia moglie sarebbe andata a prenderlo alla stazione. Non l'aveva più visto da quando aveva lavorato per lui un'estate a Seattle, dieci anni prima. Comunque, lei e il cieco si erano tenuti in contatto. Registravano dei nastri e se li spedivano per posta avanti e indietro. Non è che fossi entusiasta di questa visita. Era un tizio che non conoscevo affatto. E il fatto che fosse cieco mi dava un po' di fastidio. L'idea che avevo della cecità me l'ero fatta al cinema. Nei film i ciechi si muovono lentamente e non ridono mai. A volte sono accompagnati dai cani-guida. Insomma, avere un cieco per casa non è che fosse proprio il primo dei miei pensieri.
Raymond Carver, Cattedrale (1983)
Sembra quasi che se metti la musica (e i libri, probabilmente, e i film, e il teatro, e qualsiasi cosa procuri emozioni) al primo posto, non riuscirai mai a chiarire la tua vita amorosa, e non arriverai mai a considerarlo come un prodotto finito. Ci troverai sempre qualcosa da ridire, starai sempre in subbuglio, e continuerai sempre a criticare e a cercare di dipanare la matasse finchè non va tutto a rotoli e devi ricominciare da capo. Forse noi viviamo troppo tesi verso un apice, dico noi che assorbiamo emozioni da mattina a sera e di conseguenza non riusciamo mai a sentirci semplicemente 'contenti': noi dobbiamo essere o disperati o al settimo cielo, e questi sono stati d'animo difficili da raggiungere in una relazione stabile e solida.
Nick Hornby, Alta Fedeltà (1995)
Quinn trascorse il mattino successivo alla biblioteca della Columbia con il libro di Stillman. Arrivò presto, fu il primo all’apertura e il silenzio dei saloni di marmo lo rassicurò, come se gli fosse stato accordato l’accesso a una cripta di oblio. Dopo aver mostrato la tessera di ex studente all’addetto insonnolito dietro la scrivania, prese il libro, tornò al terzo piano e si accomodò su una poltroncina di pelle verde in una delle sale per fumatori.
Paul Auster, Città di vetro (1985)
Coloro ai quali non è stato annunciato nulla di Lui, lo vedranno; e coloro che non ne hanno udito parlare, lo intenderanno
Rom. XV, 21, in esergo di: Heinrich Böll, Opinioni di un clown (1963)
Vedevo che lei, come forse tutti, era simile a una fila di stanze bianche. Se ne possono attraversare alcune insieme, ma non finiscono mai, e con nessuno si possono attraversare tutte.
Peter Høeg , I quasi adatti (1993)
Ma all'università la politica era inevitabile. Come tutti i giovani che erano entrati in quell'anno scoprì l'attrazione di una notte insonne in un caffè, a parlare dei cambiamenti di cui il mondo aveva bisogno e a contagiarsi l'un l'altro con la passione delle idee.
Isabel Allende, La casa degli spiriti (1982)




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