Mi piacciono quei pochi istanti che precedono le sette di sera quando con gli strofinacci della polvere e le pagine accartocciate del Nàrodni politika, la Politica Nazionale, pulisco i cilindri di vetro delle lampade, con un fiammifero stacco il nero degli stoppini sbruciacchiati, rimetto a posto i cappellini d'ottone, e alle sette in punto giunge quell'attimo stupendo in cui i macchinari della fabbrica di birra smettono di lavorare, e la dinamo che manda la corrente elettrica dovunque si accenda una lampadina, la dinamo comincerà a diminuire i giri, e con l'indebolirsi della corrente si indebolirà anche la luce delle lampadine, da bianca che era si fa rosa, e da rosa grigia, filtrata attraverso la garza e l'organzino, fino a che i fili di tungsteno non mostreranno accanto al soffitto rossi ditini rachitici, una rossa chiave di violino.
Bohumil Hrabal, La tonsura (1976)
Pensai anche altre cose, però. Che uomini e donne si innamoravano di continuo. Bastava una sciocchezza: il modo di camminare o il timbro della voce. Non ne trassi conseguenze drammatiche, ma solo un confuso senso di libertà. Innamoramento, seduzione e amore erano concetti che ancora si accavallavano gioiosamente. Poi vidi due gatti contendersi una lisca di pesce vicino a un piccolo cumulo di spazzatura. Dopo la zuffa – soffi, morsi e graffi -, si andarono a rintanare da qualche parte. Soltanto molti anni dopo mi persuasi che la vita coniugale non fosse molto diversa.
Luca Ricci, L'amore e altre forme d'odio (2006)
Una volta la mia fantasia si appagava di sogni di virtù, di fama, e di gioia. Una volta sognai, e fui ingannato, di incontrare degli esseri umani i quali, dimenticando il mio aspetto, mi amassero per le mie virtù. Mi nutrivo di pensieri elevati: l’onore e la devozione. Ora il delitto mi ha degradato al di sotto della più infima bestia. Non ci sono colpa, misfatto, miseria paragonabili. Quando scorro la lista spaventosa dei miei peccati non posso credere di essere la stessa creatura i cui pensieri un tempo erano fatti di visioni sublimi di bellezza e di bontà. Ma è così. L’angelo caduto diviene un perfido demonio.
Mary Shelley, Frankenstein (1818)
Cercheremo ora una terza tigre, ma come le altre anche questa sarà una forma di ciò che sogno, una struttura fatta di parole e non la tigre in carne e ossa che al di là di tutti i miti solca la terra. Conosco queste cose abbastanza bene, e tuttavia una forza continua a spingermi in questa vaga, irragionevole e antica ricerca, e continuo a inseguire ora dopo ora un’altra tigre, la bestia che non si trova nei versi.
Jorge Luis Borges, L’Altra Tigre (1960) in esergo di: Micheal Cunningham, Le ore (1998)
Di fronte al sorriso che balenò nello sguardo del suo interlocutore non osò continuare. Sembrava quasi che quell'uomo che non smetteva di fissarlo senza dire una parola sapesse tutto di lui, lo conoscesse come un fratello, gli leggesse i pensieri negli occhi. Era ubriaco, certo, ma nella sua ubriachezza c'era la serenità amara e sorridente di un uomo che aveva raggiunto chissà quale superiore saggezza.
Georges Simenon, Luci nella notte (1953)
Avevo già iniziato allora a vedermi come un individuo che non si stanca mai di indossare ogni giorno lo stesso vestito e di mangiare gli stessi piatti, un individuo che potrebbe viver così per secoli, mentre dentro di sé fantastica selvagge avventure.
Orhan Pamuk, Istanbul (2003)
Non sapevamo più cosa dirci. Sopra di noi c’era una lampadina di vecchio stile, l’unica rimasta col suo piatto di banda, tra i lampioncini nuovi. «Bisogna darle una buona probabilità» ho detto io. «Solo un sasso per ciascuno, piccolo, e stando seduti». Ho tirato io, un po’ a destra, poi Mino, un po’ a sinistra. Poi ha tirato Nino e c’è stato un piccolo boato e pareva che fosse scoppiato un globo di buio. Abbiamo riso a lungo imbarazzati, e poi siamo andati via. Volta la carta la ze finia.
Luigi Meneghello, Libera nos a Malo (1963)
Il mito di Narciso: come se non fosse proprio la lunga e attenta contemplazione della propria immagine allo specchio a darci la forza e la schiettezza per osservare a lungo gli altri.
Peter Handke, Il peso del mondo (1977)
È possibile che tu ti senta superiore a quasi tutte le persone con cui lavori – è anche vero che probabilmente loro si sentono superiori a te. Che mondo di merda.
Douglas Coupland, JPod (2006)
L’egoismo degli esseri che si sono mescolati alla nostra vita, quando si pensa a loro, da vecchi, si dimostra innegabile, cioè come se fosse d'acciaio, di platino, e persino più durevole del tempo stesso.
Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte (1932)
L'incivilimento dei costumi, il progresso delle idee durante l'ultimo secolo è opera di una minoranza di spiriti illuminati; la massa resta ignara, feroce quando può, sempre egoista e gretta, e si può scommettere fondatamente che tale resterà sempre.
Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano (1951)
L'amicizia è una trovata di Dio per farsi perdonare l'istituto della famiglia.
Jay McInerney, L'ultimo dei Savage (1997)
In fretta, come se qualcosa l'avesse richiamata là, si volse verso il cavalletto. Eccolo - il suo quadro. Sì, con tutti i verdi e gli azzurri, le linee verticali e diagonali, i tentativi di raggiungere qualcosa. Lo avrebbero appeso in soffitta, pensò; sarebbe stato distrutto. Ma che importanza aveva? si chiese tornando a prendere il pennello. Guardò i gradini: erano vuoti; guardò la tela; era una macchia confusa. Con improvvisa intensità, come se per un istante lo vedesse con chiarezza, tracciò una linea al centro. Era finito; era completo. Sì, pensò, posando il pennello con estrema fatica, ho avuto la mia visione.
Virginia Woolf, Gita al faro (1927)
Una delle cose interessanti del fatto di essere uno scrittore professionista è che uno finisce in un sacco di guai per le cose che scrive, cose che magari non pensava davvero, o sulle quali può aver cambiato opinione nell'intervallo di tempo compreso fra la stesura e la stampa.
Joseph O'Connor, Il maschio irlandese in patria e all'estero (1996)
L'inattività è il preludio a quel genere di consapevolezza che sfocia nella presa di coscienza dell'inutilità di qualsiasi azione. Si protende verso sé stessa per poi ritornare indietro e non c'è nulla di più dolce e rilassante al mondo.
Don DeLillo, Americana (1971)
Mi trovavo nei pressi di uno di quei casamenti della Central Avenue non ancora completamente invasi dai negri. Ero appena uscito da un negozietto di barbiere dove, secondo un'agenzia, avrebbe dovuto trovarsi un certo Dimitrios Aleidis, lavorante barbiere. La moglie di Dimitrios Aleidis aveva dichiarato d'essere disposta a spendere qualche soldo perché lui tornasse a casa.
Non lo trovai mai. Del resto dalla signora Aleidis non ebbi mai un quattrino.
Raymond Chandler, Addio, mia amata (1940)






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