Molto fuggevolmente, non proprio come un proposito, gli venne l'idea di recarsi a una qualsiasi stazione, partire, non importava per dove, sparire per tutti coloro che lo avevano conosciuto, ricomparire in qualche luogo all'estero e incominciare una nuova vita, sotto spoglie diverse.
Arthur Schnitzler, Doppio sogno (1928)
É un giovane senza importanza collettiva, è soltanto un individuo.
Louis-Ferdinand Céline, L'Église (1933) in esergo di: Jean-Paul Sartre, La nausea (1938)
C'e' chi crede che la parola sia il mezzo per raggiungere la sostanza del mondo, la sostanza ultima, unica assoluta; piu' che rappresentare questa sostanza la parola s'identifica con essa (quindi e' sbagliato dire che e' un mezzo): c'e' la parola che conosce solo se stessa, e nessun altra conoscenza al mondo e' possibile.... La parola collega la traccia visibile alla cosa invisibile, alla cosa assente, alla cosa desiderata o temuta, come un fragile ponte di fortuna gettato sul vuoto.
Italo Calvino, Lezioni americane (1985)
‘Tu pensi di essere un genio?’
Franny tolse la mano dal capo. ‘Uffa Lane, per favore! Non trattarmi così ’
‘Io non ti sto…’
‘ Tutto quello che so è che sto diventando matta ’, disse Franny. ‘Sono stufa di tutti questi ego, ego, ego. Del mio e di quello di tutti gli altri. Sono stufa della gente che vuole arrivare da qualche parte, fare qualcosa di notevole eccetera, essere un tipo interessante. E’ disgustoso, disgustoso e basta. Me ne infischio di quello che dicono ’
Lane inarcò le sopracciglia e s’appoggiò allo schienale per precisare meglio il suo punto di vista. ‘Sei certa che il tuo non sia solo timore della competizione?’, le chiese con studiata calma. ‘Non me ne intendo molto, ma scommetto che un buon psicanalista, uno in gamba davvero, giudicherebbe le tue affermazioni…’
‘Non ho timore della competizione. E’ proprio il contrario, non lo capisci? Ho paura di volerla la competizione, è questo che mi terrorizza.’
J.D. Salinger, Franny e Zooey (1961)
Dal basso giungeva debole il suono del pianoforte e del violino.
Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere (1984)
“Be’, fare il marito non è un problema, ma la parte paterna è un po’ più difficile,” dissi. “Papà, mi dai un succo di frutta?” “Che ne dici di un bicchiere d’acqua, tesoro?” “Papà?” “Sì?” “Mi dai un succo di frutta?” “Che ne dici invece di un bicchiere d’acqua, tesoro?” “Papà, mi dai un succo di frutta?” “Okay, tesoro, vuoi un succo di frutta?” “No, fa lo stesso, dammi solo un bicchiere d’acqua”. E’ come provare e riprovare di continuo una piéce di Beckett, cazzo.
Breat Easton Ellis, Lunar Park (2005)
E poichè possedere delle qualità presuppone una certa soddisfazione di constatarle reali, è lecito prevedere come a uno cui manchi il senso della realtà anche nei confronti di sé stesso possa un bel giorno capitare di scoprire in sé un uomo senza qualità.
Robert Musil, L'uomo senza qualità (1930 -1942)
Mi pento delle diete, dei piatti prelibati rifiutati per vanità, come mi rammarico di tutte le occasioni di fare l'amore che ho lasciato correre per occuparmi di lavoro in sospeso o per virtù puritana.
Isabel Allende, Afrodita (1997)
La gente crede quasi sempre che tutti provino per essa sensazioni molto più violente di quelle che provano in realtà: crede che l'opinione degli altri oscilli sotto grandi archi di approvazione o disapprovazione.
Francis Scott Fitzgerald, Tenera è la notte (1934)
- C'è ancora una cosa che non capisco: i suoi rapporti con Clara. E' molto più vecchia di lei.
- L'età non conta. Sono il suo amante. E' tutto quello che voleva sapere?
- No, non è tutto. Questo lo sapevo già. Ma lei l'ama?
Lucas apre la porta:
- Non conosco il significato di questa parola. Nessuno lo conosce. Non mi aspettavo questo tipo di domanda da parte sua, Peter.
- Eppure questo tipo di domanda le verrà fatto spesso nel corso della sua vita. E talvolta sarà costretto a rispondere.
- E lei Peter? Anche lei un giorno sarà costretto a rispondere a certe domande. Ho assistito qualche volta alle vostre riunioni politiche. Lei fa dei discorsi, la sala applaude. Crede sinceramente in quello che dice?
- Sono costretto a crederci.
- Ma nel suo intimo che, che ne pensa?
- Non penso. Non posso permettermi questo lusso. La paura è in me sin dall'infanzia.
Agota Kristof, La prova in "Trilogia della città di K" (1988)
Per ogni cosa c'è una stagione. Sì. Il tempo della demolizione, il tempo della ricostruzione. Sì. Il tempo del silenzio e il tempo della parola. Sì, tutto questo. Ma che altro? Che altro ancora? Qualcosa, qualcosa…
Sì, pensò Montag, ecco ciò che voglio mettere da parte per mezzodì. Per mezzogiorno… Quando saremo giunti alla Città.
Ray Bradbury, Fahrenheit 451 (1953)
... in realtà nessuno possiede niente. Si riduce tutto a un noleggio, o a un prestito. Le nostre cose ci sopravviveranno, saremo noi a lasciarle, alla fine.
Ian McEwan, Sabato (2005)
Un giorno mio padre improvvisamente comparve sulla porta. I libri di scuola erano sul tavolo, chiusi. Mi guardò. Sono passati più di trent'anni. Avrebbe potuto mandarmi a Herlufsholm, avrebbe potuto mandarmi a fare il garzone in un negozio di vernici, avrebbe potuto spezzarmi in due. Ma si limitò a rimanere sulla porta, in silenzio. E io potevo sentire cosa stava accadendo dentro di lui. Potevamo sentirlo entrambi. Aveva compreso che qualche volta il desiderio è più forte di un essere umano, e che se si tenta di fermarlo, le sue umano conoscerà solo l'infelicità. Poi uscì camminando all'indietro, senza dire niente, e chiuse la porta, sempre silenzio. Non abbiamo mai più parlato. Ma non entrò più senza bussare.
Peter Høeg, La Bambina Silenziosa (2006)
Boris mi aveva appena riassunto le sue idee. E' un profeta del tempo. Continuerà a fare brutto, dice. Ci saranno ancora calamità, ancora morte, ancora disperazione. Non c'è il minimo indizio di cambiamento... Dobbiamo metterci al passo, un passo serrato verso la prigione della morte. Non c'è scampo. Il tempo non cambierà.
Henry Miller, Tropico del Cancro (1934) in esergo di: Thomas Pynchon, Entropia (1960)
Quando lo vidi per la prima volta, Terry Lennox era ubriaco in una Rolls Royce fuori serie, di fronte alla terrazza del "Dancers". Il custode del parcheggio aveva portato fuori la macchina e continuava a tenere lo sportello aperto perché Terry Lennox faceva penzolare il piede sinistro come se avesse dimenticato di possederlo. Aveva un volto giovanile, ma i capelli di un bianco calcinato. Bastava guardarlo negli occhi per capire ch'era saturo d'alcool fino alla radice dei capelli, ma per il resto aveva l'aria di un qualsiasi simpatico giovanotto in abito da sera che si fosse lasciato vuotare il portafogli in un locale esistente solo a tale scopo.
Gli sedeva accanto una giovane donna. Una donna dalla chioma d'una bella sfumatura tizianesca, dal sorriso remoto sulle labbra; le fasciava le spalle un mantello di visone azzurro che quasi faceva sembrare la Rolls Royce un'automobile come tutte le altre. Quasi, ma non del tutto. Nulla può riuscirvi.
Raymond Chandler, Il lungo addio (1955)
sono le ripetizioni, il ritorno di un luogo in assenza di luoghi, a costituire la vita
Peter Handke, Alla finestra sulla rupe, di mattina (1998)
I giovani tra i sedici e i diciotto anni uniscono in sé un'innocenza soffusa di ingenuità, una radiosa purezza di corpo e di spirito e il bisogno appassionato di una devozione totale e disinteressata. Si tratta di una fase di breve durata che, tuttavia, per la sua stessa intensità e unicità, costituisce una delle esperienze più preziose della vita.
Fred Uhlmann, L'amico ritrovato (1971)
... la possibilità di apprendere da un giornale una vicenda straordinaria è molto maggiore di quella di viverla personalmente; in altre parole, oggi l'essenziale accade nell'astratto, e l'irrilevante nella realtà.
Robert Musil, L'uomo senza qualità (1930-1942)






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