A me non sono mai piaciuti molto gli uomini che hanno addosso odore di cosmetici, e quella mattina, nel furgone, stando seduto così vicino a Steve, mi resi conto che non c'entrava niente il particolare sapone o dopobarba, era questione di eccessiva prossimità. Se sentivo il profumo di un uomo, vuol dire che mi stava troppo vicino.
Charles D'ambrosio, Su al nord in "Il museo dei pesci morti" (2006)
- C'è pieno di lucciole, - dice il Cugino.
- A vederle da vicino, le lucciole, - dice Pin, - sono bestie schifose anche loro, rossicce.
- Sì, - dice il Cugino, - ma viste così sono belle.
E continuano a camminare, l'omone e il bambino, nella notte, in mezzo alle lucciole, tenendosi per mano.
Italo Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno (1947)
Credevo che d'inverno la giostra fosse chiusa, - disse la vecchia Phoebe. A conti fatti, era la prima cosa che diceva. Probabilmente si era dimenticata che doveva avercela con me.
- Forse perché è quasi Natale, - dissi.
Non disse niente, quando io dissi così. Probabilmente si era ricordata che doveva avercela con me.
Jerome David Salinger, Il giovane Holden (1951)
La mia teoria sulle riunioni e sulla vita è questa: ci sono tre cose che non puoi simulare e sono le erezioni, la competenza e la creatività. È per questo che le riunioni sono così nocive, perché mettono persone noncreative in una situazione in cui devono essere qualcosa che non saranno mai.
Douglas Coupland, JPod (2006)
Lev Nikolaevic Tolstoj con la figlia Tatyana L'vovna Tolstaya, 1902 
Fu un amore a prima vista.
La prima volta che Yossarian vide il cappellano, si innamorò pazzamente di lui.
Yossarian si trovava all'ospedale con un male al fegato, che mancava poco fosse itterizia. I dottori erano perplessi per il fatto che non si trattava di vera e propria itterizia. Se diventava itterizia, potevano curarlo. Se non diventava itterizia e spariva, allora potevano dimetterlo. Ma quell'essere continuamente sul punto di diventare itterizia li rendeva perplessi.
Joseph Heller, Comma 22 (1961)
I libri più utili sono quelli dove i lettori fanno essi stessi metà del lavoro: penetrano i pensieri che vengono presentati loro in germe, correggono ciò che appare loro difettoso, rafforzano con le proprie riflessioni ciò che appare loro debole.
Voltaire, in esergo di: Luigi Pintor, Servabo (1991)
Trascorsi la primavera dei miei diciott'anni sentendo dentro di me quel grumo d'aria. Però allo stesso tempo mi sforzavo di non prenderlo troppo sul serio, perché intuivo vagamente che prendere le cose sul serio non sempre significa avvicinarsi alla verità. Continuavo a muovermi in quell'angosciosa antitesi, in un infinito circolo vizioso. A pensarci adesso furono davvero dei giorni strani. Nel pieno della vita tutto ruotava attorno alla morte.
Haruki Murakami, Tokyo Blues-Norwegian Wood (1987)
- Allora, ti sei divertità?
- Così.
- L'hai visto, il metrò?
- No.
- E allora, che cosa hai fatto?
- Sono invecchiata.
Raymond Queneau, Zazie nel metrò (1959)
Questo prendersela troppo ricordo che cominciò pressappoco quando m'innamorai per la prima volta. Ma neanche allora me la presi abbastanza. Se me la fossi presa, ora non sarei qui a scriverne: sarei morto di crepacuore o mi avrebbero impiccato. Fu una brutta esperienza, perché mi insegnò a vivere nella menzogna. Mi insegnò a sorridere quando non avevo voglia di sorridere, a lavorare pur senza credere nel lavoro, a vivere senza avere ragione di continuare a vivere. Anche quando l'ebbi dimenticata, continuò per me il trucchetto di far le cose in cui non credevo.
Henry Miller, Tropico del Cancro (1934)
Una mattina, presentandosi al lavoro, l’elettroinstallatore Josef Bloch, che era stato un portiere di qualche fama, venne informato del suo licenziamento. Bloch, almeno, interpretò come un’informazione di questo tenore il fatto che, al suo apparire sulla porta della baracca in cui sostavano gli operai, soltanto il capomastro sollevasse gli occhi dalla colazione, e abbandonò il cantiere.
Peter Handke, Prima del calcio di rigore (1970)
L'uomo disperato non ha patria
Albert Camus, in esergo di: Charles D’Ambrosio, Il museo dei pesci morti (2006)
Scende la notte. Al primo piano dell'albergo Printania si sono illuminate due finestre. Il cantiere della stazione nuova odora forte di legno umido: domani pioverà, a Bouville.
Jean-Paul Sartre, La nausea (1938)
Piangono a dirotto, il fido padre che è fonte di ogni ordine, che non potrebbe lasciarsi sfuggire o sanzionare il minimo segno del caos - per il quale tenere a bada il caos era stata la via scelta dall'intuizione per raggiungere la certezza, il rigoroso dato quotidiano della vita - e la figlia che è il caos stesso.
Philip Roth, Pastorale americana (1997)
Certe vite sono più tristi del più triste dei libri.
Agota Kristof, La terza menzogna in "Trilogia della città di K" (1991)
"Come hai fatto ad andare in rovina?" chiese Bill.
"In due modi," rispose Mike, " gradatamente prima, e poi di colpo."
Ernest Hemingway, Fiesta (1926) in esergo di: Jay McInerney, Le mille luci di New York (1984)
Nel 1913, quando Anthony Patch aveva venticinque anni, erano già passati due anni dal momento in cui l'ironia, lo Spirito Santo di questi ultimi tempi, era, almeno teoricamente, calata su di lui. L'ironia era l'ultimo tocco alla lustratura di scarpe, l'ultima carezza della spazzola dei vestiti, una specie di "Ecco!" intellettuale: tuttavia sul limitare di questa storia egli non è ancora andato oltre lo stadio della consapevolezza.
Francis Scott Fitzgerald, Belli e dannati (1922)
Eh caro! - chi è il pazzo di noi due? Eh lo so: io dico TU! e tu col dito indichi me. Va là che, a tu per tu, ci conosciamo bene noi due. Il guaio è che, come ti vedo io, gli altri non ti vedono... Tu per gli altri diventi un fantasma! Eppure, vedi questi pazzi? senza badare al fantasma che portano con sè, in se stessi, vanno correndo, pieni di curiosità, dietro il fantasma altrui! e credono che sia una cosa diversa.
Luigi Pirandello, Così è (se vi pare) (1917)
E io capii, mentre Utz faceva ruotare la statuetta alla luce della candela, che lo avevo giudicato male; che anche lui stava danzando; che per lui il vero mondo era il mondo di quelle figurine, e che, paragonate a loro, la Gestapo, la polizia segreta e furfanti vari non erano che creature di latta. Gli eventi di questo fosco secolo - i bombardamenti, i Blitzkrieg, i colpi di stato, le purghe - erano, per quel che lo riguardava, altrettanti "rumori di fondo".
Bruce Chatwin, Utz (1988)
Siamo uomini, dobbiamo tenerne conto, armarci contro questa realtà, e soprattutto avere ben chiaro in mente che riusciremo a evitare il naufragio nell'assurdo, che per forza di cose risulta sempre più netto e schiacciante, e a costruirci su questa terra un' esistenza abbastanza confortevole, solo incorporandolo tacitamente nel nostro pensiero. La nostra ragione rischiara il mondo non più dello stretto necessario. Nel bagliore incerto che regna ai suoi confini si insedia tutto ciò che è paradossale.
Friedrich Dürrenmatt, La promessa (1957)






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