Ciò che mi riesce meglio è la rappresentazione delle assurdità quotidiane: osservo, addiziono, elevo a potenza e poi estraggo la radice, ma con un fattore diverso da quello con cui l’ho elevato a potenza.
Heinrich Böll, Opinioni di un clown (1963)
Erano pressappoco le undici del mattino, mezzo ottobre, sole velato, e una minaccia di pioggia torrenziale sospesa nella limpidezza eccessiva là sulle colline. Portavo un completo blu polvere, con camicia blu scuro, cravatta e fazzolettino assortiti, scarpe nere e calzini di lana neri con un disegno a orologini blu scuro. Ero corretto, lindo, ben sbarbato e sobrio, e me ne sbattevo che lo si vedesse. Dalla testa ai piedi ero il figurino del privato elegante. Avevo appuntamento con quattro milioni di dollari.
Raymond Chandler, Il grande sonno (1939)
Gli afrodisiaci sono il ponte gettato tra gola e lussuria. Immagino che, in un mondo perfetto, qualsiasi alimento naturale, sano, fresco, di bell'aspetto, leggero e saporito - vale a dire, dotato di quelle caratteristiche che si cercano in un partner - sarebbe afrodisiaco, ma la realtà è ben più complessa.
Isabel Allende, Afrodita (1998)
Se mi sento colpevole, credo, è perché l'ho lasciato sognare quando io non sognavo nemmeno tanto così. Cercavo solo di guadagnare tempo per migliorarmi un po': sapevo benissimo che non sarei mai diventata una diva del cinema. È troppo difficile e, se si è intelligenti, troppo imbarazzante. I miei complessi d'inferiorità non sono abbastanza inferiori; si pensa che essere una diva del cinemae avere un ego bello, grande e grosso siano tutt'uno: invece è essenziale non avere affatto ego. Non voglio dire che non mi interessi diventare ricca e celebre. Sono cose che ho in programma e un giorno o l'altro cercherò di raggiungerle; ma, se dovesse accadere, il mio ego me lo voglio portare ancora appresso. Voglio essere ancora io quando mi sveglierò una bella mattina e andrò a fare la prima colazione da Tiffany.
Truman Capote, Colazione da Tiffany (1958)
...penso ad altro mentre lei mi racconta di sé, del suo passato recente. Durante la narrazione, accenna ai tempi in cui le promettevo mari e monti. Non sopporto le rivelazioni, non me ne frega niente di ciò che non attiene al mio presente immediato…anni fa, quand'ero matricola ad Harward, una ragazza mi disse - La vita è piena di imprevisti, di innumerevoli eventualità. - Per poco non mi strozzavo poiché la birra mi andò di traverso nell'udire un simile luogo comune...
Bret Easton Ellis, American Psycho (1991)
Una sera me ne stavo a sedere sul letto della mia stanza d’albergo, a Bunker Hill, nel cuore di Los Angeles. Era un momento importante della mia vita; dovevo prendere una decisione nei confronti dell’albergo. O pagavo o me ne andavo: così diceva il biglietto che la padrona mi aveva infilato sotto la porta. Era un bel problema, degno della massima attenzione. Lo risolsi spegnendo la luce e andandomene a letto.
John Fante, Chiedi alla polvere (1939)
Anch'io come tutti, avevo letto dei racconti sui giornali. Ma certo esistevano libri speciali che non ho mai avuto la curiosità di consultare; in essi forse avrei trovato dei racconti di evasione. Avrei saputo che almeno in un caso la ruota si era fermata, che in quel precipitare irresistibile, una sola volta, il caso e la fortuna avevano cambiato qualcosa. Una volta! In fondo credo questo mi sarebbe bastato: il mio cuore avrebbe fatto il resto.
Albert Camus, Lo straniero (1942)
Eccoci qui, ancora soli. C'è un'inerzia, in tutto questo, una pesantezza, una tristezza... Fra poco sarò vecchio. E sarà finita, una buona volta. Gente n'è venuta tanta, in camera mia. Tutti han detto qualcosa. Mica m'han detto gran che. Se ne sono andati. Si son fatti vecchi, miserabili e torpidi, ciascuno in un suo cantuccio di mondo.
Louis Ferdinand Céline, Morte a credito (1936)
Un incoveniente dell'età è di vedere in anticipo gli errori che ciascuno ripete nel rincorrersi delle generazioni, secondo una legge che si direbbe naturale. Così ho visto anche questa replica inciampare negli stessi ostacoli, la fantasia cedere il passo agli schemi che imprigionano la mente, le nuove intuizioni scivolare nelle vecchie credenze, l'amicizia rovesciarsi nella competizione, i mezzi e i fini dissociarsi tra loro come immancabilmente accade.
Luigi Pintor, Servabo (1991)
Oh, il mito, l'infantile ottimismo delle riparazioni! La speranza che gli oggetti non si logorassero mai! La sciocca fiducia nel fatto che ci fosse sempre un futuro in cui lui, Alfred, non solo sarebbe stato vivo ma avrebbe avuto sufficiente energia per aggiustare le cose. La tacita convinzione che alla fine tutta la sua frugalità e la sua passione di conservatore avessero uno scopo, e che un giorno, svegliandosi, si sarebbe trasformato in una persona completamente diversa, con tempo e energia infiniti per occuparsi di tutti gli oggetti che aveva conservato, per mantenere tutto funzionante, tutto a posto.
Jonathan Franzen, Le correzioni (2001)
Credo di comprendermi completamente solo in quei momenti in cui appaio di nuovo a me stesso come un perfetto enigma
Peter Handke, Alla finestra sulla rupe, di mattina (1998)
Quando i tempi sono incerti, la gente si sente costretta a mangiare in eccesso. Blacksmith è piena di simili adulti e bambini obesi, pance cascanti, gambe corte, che si muovono come anatre. Faticano a emergere dalle utilitarie, si mettono in tuta e corrono a famiglie intere in campagna; camminano per strada con il cibo dipinto in faccia; mangiano nei negozi, in auto, nei parcheggi, nelle code degli autobus.
Don DeLillo, Rumore bianco (1984)




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