Archivio Ottobre 2006

annotato da ulrico (26/10/2006 - 16:26)

Ci tenemmo stretti per un lungo istante, i nostri corpi allacciati in un abbraccio che comprendeva in sé elementi di amore, dolore, tenerezza, sesso e lotta. Quanto sottilmente evitavamo emozioni, scoprivamo sfumature, usando i più ristretti movimenti delle braccia, dei lombi, la minima insipirazione, per raggiungere un accordo sulla nostra paura, per proseguire nella nostra contesa, per affermare i nostri desideri fondamentali contro il caos che avevamo nell'anima.
Don DeLillo, Rumore bianco (1984)

annotato da ulrico (25/10/2006 - 10:23)

La cecita' e' un'arma contro il tempo e lo spazio; la nostra esistenza e' tutta una mostruosa cecita' tranne quel poco che riusciamo a cogliere con i nostri miseri sensi.
Elias Canetti, Auto da fe' (1935)

annotato da ulrico (20/10/2006 - 16:30)

L'incidente ebbe tali e tante conseguenze, si sviluppò in un tale groviglio di ramificazioni a partire da quei primi istanti, diede vita a un tale dedalo di amore e di odio, che un po' di riflessione, di pedanteria persino, non può che farmi bene.
Ian McEwan, L'amore fatale (1997)

annotato da ulrico (19/10/2006 - 17:18)

Vuoi sentirti sicuro? La sicurezza si può avere in galera. Tre metri quadrati tutti per te senza affitto da pagare, senza conti della luce e del telefono, senza tasse, senza alimenti. Senza multe. Senza fermi per guida in stato di ubriachezza. Cure mediche gratuite. La compagnia di persone con gli stessi interessi. Chiesa. Inculate. Funerali gratuiti.
Charles Bukowski, Post Office (1971)

annotato da ulrico (13/10/2006 - 17:04)

E' per questo che sto scrivendo. Sono uno di quelli che per capire le cose ha assolutamente bisogno di scriverle.
Haruki Murakami, Tokyo Blues-Norwegian Wood (1987)

annotato da ulrico (12/10/2006 - 17:12)

“Mi avevi giurato di essere immortale!”
“E’ vero, ma non ti ho mai giurato di essere infallibile… Del resto io non muoio, arrocco”
Daniel Pennac, Il Signor Malaussène (1995)

annotato da ulrico (10/10/2006 - 16:10)

Per me è difficile capire queste conversioni improvvise. Mi ricordano un po' l'Immacolata Concezione, nel senso che avvengono senza essere precedute da ciò che dovrebbe.
Peter Høeg , La storia dei sogni danesi (1988)

annotato da ulrico (04/10/2006 - 17:24)

La parola scritta m'ha insegnato ad ascoltare la voce umana, press'a poco come gli atteggiamenti maestosi e immoti delle statue m'hanno insegnato ad apprezzare i gesti degli uomini. Viceversa, con l'andar del tempo, la vita m'ha chiarito i libri.
Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano (1951)

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