...avverte il peso della propria vecchiezza come una rivelazione. Si sente sterile. Non lascerà figli al mondo.
Non proverà mai il significato della parola padre. Non vedrà crescere, nel tempo, una persona che gli somiglia,
che porta il suo nome, che lo ricorderà, affettuosamente, guardando una vecchia fotografia.
Pier Vittorio Tondelli, Camere separate (1989)
Andammo su da me e io stappai una bottiglia di vino e ci mettemmo a parlare. Fra Cass e me
era facile, parlare. Parlava lei un po’ e io stavo a sentire poi parlavo io. Il colloquio andava avanti
senza sforzo. Pareva che scoprissimo tanti segreti comuni a entrambi. Quando ne scoprivamo uno
grosso Cass scoppiava a ridere – quella sua risata – solo lei era buona. Era come gioia sprizzata
dal fuoco. Sempre parlando ci abbracciavamo, ci baciavamo. Così andammo su di giri e ci venne
voglia di andare a letto.
Charles Bukowski, Storie di ordinaria follia (1972)
Una minoranza di guastafeste considerano i viaggi, anche quelli brevi, come occasioni di incontri piacevoli.
Ci sono persone pronte ad infliggere le proprie confidenze a perfetti estranei. Viaggiatori di questo genere
devono essere evitati se si appartiene alla maggioranza che considera il viaggio un'occasione di silenzio, di
riflessione, di sogni a occhi aperti. Non occorre granché: una visuale non impedita del paesaggio che cambia
per quanto monotono e la libertà dal fiato, dal calore dei corpi, dai panini e dalle gambe di altri passeggeri.
Ian McEwan, Bambini nel tempo (1987)
A ripensarci in quest'inizio di insonnia, il rituale della lettura, ogni sera, ai piedi del suo letto,
quando era piccolo - orario fisso e gesti immutabili - aveva qualcosa della preghiera. Quell'improvviso
armistizio dopo il frastuono della giornata, quell'incontro al di là di ogni contingenza, quel momento di
silenzio raccolto che precede le prime parole del racconto, la nostra voce finalmente identica a se stessa,
la liturgia degli episodi... Si, la storia letta ogni sera assolveva la più bella funzione della preghiera, la più
disinteressata, la meno speculativa, e che concerne solamente gli uomini: il perdono delle offese.
Non confessavamo nessun peccato, non cercavamo di conquistarci nessuna fetta di eternità, era un momento
di comunione, tra di noi, l'assoluzione del testo, un ritorno all'unico paradiso che valga: l'intimità. Senza saperlo,
scoprivamo una delle funzioni essenziali del racconto e più in generale dell'arte, che è quella di imporre una tregua
alla lotta degli uomini.
L'amore ne usciva rinato.
Era gratis.
Daniel Pennac, Come un romanzo (1993)
Ci saranno momenti di confusione e momenti di desiderio, e altri in cui la mia solitudine verrà
alleviata solo dalle lacrime che, come uccellini bagnati, cadranno ad ammorbidire le mie labbra aride.
Ma ci sarà consolazione e ci sarà bellezza, come l'amore di qualche fanciulla morta. Ci saranno
risate soffocate e la quieta attesa della notte e una tenue paura dell'abbraccio avvolgente e derisorio della morte.
E la notte verrà, e con essa i dolci oli delle mie marine, versati su di me da chi ho abbandonato per
inseguire i sogni della mia gioventù.
John Fante, Chiedi alla polvere (1939)
... quasi che lo sposarsi e il mettere al mondo dei figli, e poi allevarli ed educarli fosse del
tutto simile alla produzione di una qualche merce fabbricata in concorrenza con altri industriali.
John Cheever, Bullet Park (1969)
L’ho lasciata lì, seduta a letto, con la tazza in mano, ma senza ancora aver assaggiato il caffè.
Se ne stava lì seduta a riflettere sul suo sogno.
In realtà non avevo più bisogno di andare al bagno e così mi sono preso un altro caffè, seduto al tavolo di cucina.
Era agosto, faceva un gran caldo e le finestre erano spalancate. Caldo, sì, faceva proprio caldo. Un caldo boia.
Mia moglie e io avevamo dormito giù nel seminterrato per la maggior parte del mese. Comunque, ce la cavavamo.
Avevamo portato tutto, là sotto: materasso, cuscini, lenzuola. Avevamo anche un comodino, una lampada e il posacenere.
C’eravamo fatti un sacco di risate. Era come ricominciare tutto da capo.
Raymond Carver, Sogni in "Se hai bisogno chiama" (2000)
E la sera, quando quel commesso viaggiatore cenava, lo faceva sempre allo stesso modo: prendeva
la lista delle vivande, la guardava come se non riuscisse a scegliere proprio nulla e poi diceva: allora,
ad eccezione del polmone all’agro, mi porti tutte le pietanze principali, una dopo l’altra, quando avrò
terminato la prima mi porti la seconda, fino a che non dico basta. E una volta rifocillatosi, e lui mangiava
sempre una decina di pranzi, assunse un’aria trasognata e disse che avrebbe voluto qualcosa da mettere
sotto i denti, e la prima volta si trattò di un etto di salame ungherese.
Bohumil Hrabal, Ho servito il re d’Inghilterra (1971)
Davanti all'obiettivo io sono contemporaneamente: quello che io credo di essere, quello che vorrei
si creda io sia, quello che il fotografo crede io sia, e quello di cui egli si serve per far mostra della sua arte.
Roland Barthes, La camera chiara (1980)
Devi venire con me, amandomi, fino alla morte, oppure odiarmi e venire lo stesso con me, odiandomi, durante e dopo la morte.
Joseph Sheridan Le Fanu, Carmilla (1872)
Non ho timore della competizione, è proprio il contrario, non lo capisci? Ho paura di volerla la competizione, è questo che mi terrorizza. Per questo ho piantato il corso di teatro, perché sono terribilmente disposta ad accettare le valutazioni degli altri. E proprio perché mi piace sentirmi applaudire e acclamare, vuol dire che c’è qualcosa che non va. Me ne vergogno. Ne sono stufa. Sono stufa di non avere il coraggio di essere nessuno, e basta. Sono stufa di me e di tutti quelli che vogliono fare colpo, in un modo o nell’altro.
J.D. Salinger, Franny e Zooey (1961)
Un lungo incontro a tavola e un dopo tavola lungo allontanano l'oscuro oggetto del desiderio. Ecco perché una delle entrées che propongo spiega come uscire facilmente dall'incontro a tavola per incontrarsi a letto, o in qualsiasi luogo o mobile che faccia al caso.
Manuel Vázquez Montalbán, Ricette immorali (1988)
Non stiamo più sdraiati sotto un albero a contemplare il cielo attraverso le dita dei piedi: ma lavoriamo e fatichiamo; d'altronde non si può starsene trasognati a stomaco vuoto, se si vuol essere gente di polso: bisogna muoversi e mangiare bistecche.
Robert Musil, L'uomo senza qualità (1930-1942)
Era un bene che non riuscisse a parlare. Non avrebbe dovuto mai più aprir la bocca. Libertà! Ancor più: Esemplarità! Sì, fondare un partito, o addirittura una religione: il partito dei muti, la religione del mutismo? No, restare così, da solo. Muto, libero, e finalmente, come si conviene, solo.
Peter Handke, In una notte buia uscii dalla mia casa silenziosa (1997)




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