Tutta colpa di Terry. E' lui il mio sassolino nella scarpa. E se proprio devo essere sincero, è per togliermelo che ho deciso di cacciarmi in questo casino, cioè di raccontare la vera storia della mia vita dissipata.
Mordecai Richler, La versione di Barney (1997)
Le strade puzzavano di letame, i cortili interni di orina, le trombe delle scale di legno marcio e di sterco di ratti, le cucine di cavolo andato a male e di grasso di montone; le stanze non aerate puzzavano di polvere stantia, le camere da letto di lenzuola bisunte, dell'umido dei piumini e dell'odore pungente e dolciastro di vasi da notte. Dai camini veniva puzzo di zolfo, dalle concerie veniva il puzzo di solventi, dai macelli puzzo di sangue rappreso. La gente puzzava di sudore e di vestiti non lavati; dalle bocche veniva un puzzo di denti guasti, dagli stomaci un puzzo di cipolla e dai corpi, quando non erano più tanto giovani, veniva un puzzo di formaggio vecchio e latte acido e malattie tumorali.
Patrick Süskind, Il Profumo (1985)
Uno il senso dovrebbe darlo o toglierlo dentro di sé invece di aspettarsi che qualcosa gli succeda per osmosi da un'immersione in una situazione estrema.
Andrea De Carlo, Di noi tre (1997)
Sempre avevo temuto d'essere pressoché vuoto, di non avere insomma alcuna seria ragione per esistere.
Adesso davanti ai fatti ero proprio certo del mio nulla individuale.
Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte (1932)
Mi sono accorta che per sentirmi meglio mi basta prendere un taxi e farmi portare da Tiffany. E' una cosa che mi calma subito, quel silenzio e quell'aria superba: non ci può capitare niente di brutto là dentro, non con quei cortesi signori vestiti così bene, con quel simpatico odore d'argento e di portafogli di coccodrillo.
Truman Capote, Colazione da Tiffany (1958)
Le donne sempre in posa non mi interessano. Ma lei era un tipo che colpiva. Dovetti fermarmi a guardarla. Le gambe erano ben distanziate, il piede destro spinto audacemente in avanti, il sinistro strascicato con studiata casualità. Protendeva la mano destra fino quasi a toccare la vetrina, con le dita rivolte in alto come un bellissimo fiore. La mano sinistra era un po' piú arretrata e sembrava che tenesse a bada dei cuccioli giocherelloni. Testa all'indietro, un accenno di sorriso, gli occhi socchiusi per la noia o il piacere. Impossibile capirlo. Un insieme decisamente artificiale, ma dopotutto io non sono un uomo semplice.
Ian McEwan, Morta venendo in "Fra le lenzuola" (1982)
Mi trovo in un parcheggio a Leeds quando dico a mio marito che non voglio più stare con lui. David non è lì con me nel parcheggio. È a casa, a curare i bambini, e io l’ho chiamato soltanto per ricordargli che dovrebbe scrivere due righe per la maestra di Molly. L’altra cosa mi è come... sfuggita. Un errore. Ovvio. Evidentemente, e con mia grande sorpresa, sono il tipo di persona capace di dire al marito che non se la sente più di stare con lui, ma non pensavo davvero di essere capace di dire questa cosa da un cellulare, da un parcheggio. Adesso, è chiaro, la considerazione che avevo di me stessa andrà rivista.
Nick Hornby, Come diventare buoni (2001)
Quella notte, mentre mi rigiravo nel letto chiedendomi se avrei fatto prima a prender sonno o ad esplodere, ebbi appunto l'idea. Un uomo che non riesce a far quadrare le cose può sempre levare le tende. Può mollare tutto cercando di tirarsi fuori dalla solita vita. Può mandare al diavolo il tran tran quotidiano e correre il rischio di vivere il momento secondo le circostanze. È una questione di dignità.
William Least Heat-Moon, Strade blu (1983)
In uno stato di presonno e di osmosi narcotica, bambini in ipnosi ascoltano la scansione dell'etere alla radio, stazioni e onde sonore che si accavallano, fluiscono, ritornano, inebetiscono.
Thomas Pynchon, Vineland (1990)
Sotto un'apparente regolarità, c'erano piccole cose che finivano e scomparivano per non tornare mai più.
Peter Høeg , La storia dei sogni danesi (1988)
Non sono disperato, solo annoiato e svogliato. Da due giorni non tiro fuori una parola. Ho la sensazione che la lingua mi sia scomparsa dalla bocca. Nel sonno invece parlo tutta la notte, dice la mamma. Vorrei diventare scrittore. Ma come è possibile, se l'umanità mi lascia indifferente?
Peter Handke, Falso Movimento (1975)
Come posso spiegare un dolore che brucia come una tortura ma che eccita e conforta più di una carezza o di un bacio?
J.T. Leroy, Ingannevole è il cuore più di ogni cosa (2001)
Per Parigi non ci sarà mai fine e i ricordi di chi ci ha vissuto differiscono tutti gli uni dagli altri. Si finiva sempre per tornarci, a Parigi, chiunque fossimo, comunque essa fosse cambiata o quali che fossero le difficoltà, o la facilità con la quale si poteva raggiungerla. Parigi ne valeva sempre la pena e qualsiasi dono tu le portassi tu ne ricevevi qualcosa in cambio. Ma questa era la Parigi dei bei tempi andati, quando eravamo molto poveri e molto felici.
Ernest Hemingway, Festa mobile (1964)




Ultimi commenti
@*dtcomment*@@*titolopost*@
@*nome*@