Archivio Novembre 2004

annotato da ulrico (30/11/2004 - 15:15)

Gatsby credeva nella luce verde, il futuro orgiastico che anno per anno indietreggia davanti a noi. C'è sfuggito allora, ma non importa: domani andremo più in fretta, allungheremo di più le braccia... e una bella mattina... Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato.
Francis Scott Fitzgerald, Il grande Gatsby (1925)

annotato da ulrico (30/11/2004 - 11:09)

Ci sono nature puramente contemplative e del tutto inadatte all'azione, che tuttavia, sotto un impulso misterioso e sconosciuto, agiscono talvolta con una rapidità di cui loro stesse si sarebbero credute incapaci.
Charles Baudelaire, Il Cattivo Vetraio (da Lo spleen di Parigi)

annotato da ulrico (29/11/2004 - 18:58)

l'uomo si era chiesto spesso come poter raccontare la sua incapacità di comunicare

annotato da ulrico (29/11/2004 - 09:22)

Tu non sei esattamente il tipo di persona che ci si aspetterebbe di vedere in un posto come questo a quest'ora del mattino. E invece eccoti qua, e non puoi certo dire che il terreno ti sia del tutto sconosciuto, anche se i particolari sono confusi.
Jay McInerney, Le mille luci di New York (1984)

annotato da ulrico (26/11/2004 - 17:33)

nel primo pomeriggio, tornando verso la città, gli capitò di vedere ancora l'uomo con il cappello grigio che aveva notato la mattina ad una fermata dell'autobus e che, da allora, non avrebbe più incontrato

annotato da ulrico (26/11/2004 - 11:20)

Certi uomini forti non sono soli nella solitudine, ma io che sono debole, sono solo quando non ho nessun amico.
Emmanuel  Bove, I miei amici (1924)

annotato da ulrico (25/11/2004 - 18:59)

Alcuni restano ad aspettare da soli, altri condividono le loro stanze invisibili. Sì, propio così, invisibili. Del resto, che importanza possono avere i mobili, a questo punto?
Le suole delle loro scarpe frantumano la lordura più antica della città, la cristallizzazione finale di tutto ciò che la città ha negato ai propri figli, ricorrendo alle minacce e alle menzogne. Ognuno di loro, in tutto quel tempo, ha sentito una voce che pensava parlasse a lui solo: «Non credevi davvero che qualcuno t'avrebbe salvato. Su, andiamo... Ormai lo sappiamo tutti, chi siamo. Chi poteva prendersi la briga di salvare proprio te, vecchio mio...?»

Thomas Pynchon, L'arcobaleno della gravità (1973)

annotato da ulrico (25/11/2004 - 08:47)

in certi momenti il ragazzo aveva sentito la necessità di scrivere, così come in altri quella di correre o di parlare

annotato da ulrico (24/11/2004 - 15:31)

Le parole sono tutto quello che abbiamo perciò e' meglio che siano quelle giuste... se sono imprecise o inaccurate, in qualche modo sfocate, fatalmente gli occhi del lettore ci scivoleranno sopra e non avremo ottenuto un bel niente.
Raymond Carver

annotato da ulrico (24/11/2004 - 13:47)

di quella giornata non gli era rimasto altro che un nuovo libro, la sera, in cui avrebbe faticato ad entrare

annotato da ulrico (23/11/2004 - 18:52)

Quando non si è mai conosciuta la felicità non si ha il diritto di disprezzarla.
Yukio Mishima, Confessioni di una maschera (1947)

annotato da ulrico (23/11/2004 - 12:15)

molto spesso la notte il bambino, come un tempo sua sorella, faceva un piccolo pianto nel sonno, senza svegliarsi, quando veniva spenta l'ultima luce della casa

annotato da ulrico (22/11/2004 - 11:16)

Il cielo era rosso il venerdì sera, tuonava, e sabato, il giorno della partenza, la città era sferzata da una pioggia scrosciante. Gli squali avrebbero avrebbero potuto nuotare nell'aria, ma pareva improbabile che un aereo riuscisse a fenderla.
Truman Capote, Colazione da Tiffany (1958)

annotato da ulrico (21/11/2004 - 10:56)

A poco a poco l'uomo probabile e la vita probabile incominciavano ad occupare il posto dell'uomo vero e della vita vera che erano pura immaginazione e illusione.
Robert Musil, L'uomo senza qualità (1930 - 1942)

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